Giorno: 6 Aprile 2020

DISINFETTARE LA TUA AUTO

                                                             Come muoversi e disinfettare l’auto in sicurezza

 

 Strade e autostrade quasi deserte silenzi inimmaginabili laddove fino a un mese fa c’erano clacson e accelerate, animali che timidamente si affacciano in luoghi prima esclusiva pertinenza dell’uomo. In questo clima surreale c’è chi quotidianamente deve però mettersi al volante: per andare al lavoro, per trasportare merci di prima necessità, per improrogabili impegni medici, per andare a fare la spesa se non ha un negozio o supermercato raggiungibili a piedi, per effettuare varie operazioni di protezione civile e di informazione.
Oltre alle indicazioni generali sul Covid-19 quali sono le regole da seguire prima, durante e dopo essersi messi alla guida? Da come pulire e disinfettare l’auto all’uso di guanti e mascherine, fino alla distanza con altri mezzi?

PRIMA DI SALIRE A BORDO
Se il “restiamo a casa” è la premessa base, in caso di spostamenti la propria automobile resta comunque il mezzo più sicuro.

Vediamo alcuni accorgimenti prima di mettersi alla guida.
– Lavare e disinfettare (con prodotti specifici) le mani.
– Disinfettare accuratamente maniglie esterne ed interne, volante, leva del cambio, cruscotto.
– Arieggiare il veicolo.

AL VOLANTE
Una volta in viaggio, ecco alcune principali regole da seguire.
– Evitare di toccarsi mani, occhi, viso durante la guida.
– L’utilizzo di guanti e mascherine nella propria auto non è necessario.
– Se si viaggia in due (stesso nucleo familiare), il solo passeggero ammesso a bordo deve sedere dietro, sul lato destro per mantenere la distanza di almeno 1 metro. In questo caso è consigliato comunque di tenere aperti i finestrini.
– Se si è entrati in un supermercato, in un ospedale o in qualsiasi altro luogo, gettare i guanti prima di salire in auto e disinfettarsi le mani.

FINE DEL VIAGGIO
Parcheggiata la nostra automobile possiamo procedere a una seconda procedura di pulizia di cruscotto, volante, leva del cambio, maniglie delle portiere.

 

(articolo del 05 Aprile 2020 – Fonte Doctor Glass )

CORSA ALL’ELETTRICO

                                                      La corsa all’elettrificazione: dai motori mildhybrid ai full electric

 

Accanto alla corsa verso i sistemi di sicurezza e assistenza alla guida “ADAS” (Advanced Drive Assistance System) installati in linea di massima dietro il parabrezza, l’altra più importante innovazione che sta interessando sempre più veicoli è quella verso l’elettrico. Ormai, molte case automobilistiche hanno addirittura annunciato, a stretto giro, la cessazione di vendita di motori diesel e l’inserimento in listino di sole auto ibride o elettriche al 100%.

ELETTRICO VS ELETTRIFICATO
Le differenze sono molte, sia in termini di versatilità che di minor impatto ambientale, sia di costi di acquisto e gestione, sia infine tecnologici e di necessità di ricarica manuale o meno. Cerchiamo di capire le principali differenze che – al momento – esistono sul mercato. Tenendo bene in mente che non bisogna confondersi tra auto “elettriche” ed “elettrificate”.

FULL-ELECTRIC
Come dice la parola, è facile intuire che questo tipo di soluzione ha una sola anima. Il funzionamento dipende infatti al 100% dalle sole batterie, dalle quali si trasmette qualsiasi tipo di energia di funzionamento, dal motore al clacson. Parliamo quindi di BEV (BatteryElectricVehicle). In questo caso la ricarica si effettua tramite cavo connesso alla rete. Un po’ di energia viene recuperata anche durante le decelerazioni (solitamente l’intensità del freno motore può essere regolata per renderla più dolce o più forte) o le frenate, ma tale quantità non è assolutamente sufficiente a rendere indipendenti queste vetture, che hanno un’autonomia al momento relativamente limitata (mediamente circa 250-300 km).

IBRIDO
Attualmente si tratta della soluzione più efficiente, dove il funzionamento è affidato per lo più automaticamente a un mix tra propulsore (endotermico) benzina o diesel e motore elettrico: parliamo quindi di HEV (HybridElectricVehicle). Il massimo sforzo, come ad esempio la partenza da fermi, è delegato automaticamente al solo elettrico che dispone sempre di massima coppia, evitando così utilizzo di carburante. Lo stesso per la decelerazione e la frenata: qui vengono ricaricate le batterie mentre il motore termico è in pausa. Non esistono prese e cavi per la ricarica, ma bisogna sempre rifornirsi di carburante e non è possibile al conducente scegliere di andare solo in modalità elettrica.

IBRIDO PLUG-IN
Questa soluzione (PHEV o PHV, Plug-In HybridElectricVehicle) prevede la contemporanea presenza di: 1) motore endotermico (benzina e raramente diesel), 2) motore elettrico, 3) presa di corrente. Le batterie si ricaricano anche qui parzialmente in decelerazione-frenata, ma necessitano di ricarica esterna. Si può decidere in autonomia di viaggiare in sola modalità endotermica, elettrica (finché c’è carica) o appunto ibrida (con 4 ruote motrici).

MILD-HYBRID
Pur classificata come ibrida, questa variante denominata MHEV (MildHybridElectricVehicle) in realtà è molto poco elettrica e più tradizionale, rappresentando comunque un buon passo in avanti in termini di riduzione dei consumi e delle emissioni (10%). La MHEV diventerà forse la tipologia più venduta nel giro dei prossimi anni. In sintesi, a differenza dall’ibrido puro e ibrido plug-in, che vedono come detto due motori (a combustione interna ed elettrico) indipendenti tra loro, il Mild ha solo un’unità principale a benzina o diesel, a cui è direttamente collegato un piccolo motore elettrico alimentato a batterie, che si ricaricano solo durante il rilascio (decelerazione o frenata) o in parte con la cinghia connessa tra albero motore e alternatore. L’apporto è esclusivamente quello di supportare il propulsore principale in partenza e accelerazione, oppure di dare un po’ di spinta (“veleggiata”) quando la vettura viaggia già lanciata a velocità sostenute. I costi di acquisto sono equiparabili a un mezzo tradizionale e quindi assolutamente inferiori alle precedenti soluzioni.

ELETTRICHE A IDROGENO
Infine, per completezza d’informazione, anche le auto a idrogeno sono elettriche e vengono definite a celle di combustibile, col codice FCEV (Fuel Cell ElectricVehicle). Anche queste possono essere completamente elettriche o ibride. A differenza di quanto riportato sopra, la carica arriva dal processo elettrochimico in cui è utilizzato l’idrogeno, da cui si generano energia elettrica e acqua.

(articolo del 30 ottobre 2019 – Fonte Doctor Glass)

SEDIOLINI ANTIABBANDONO

                                                  Seggiolino anti abbandono e bonus di 30 euro: tempistiche e requisiti

6 marzo 2020 – I nostri consigli

Una notizia buona e una apparentemente meno, legate entrambe ai seggiolini anti abbandono. La prima è che dal 21 febbraio 2020 è attiva la procedura per accedere al voucher elettronico di 30 euro per acquistare il dispositivo di sicurezza per i nostri figli: nel caso si fosse già provveduto a comprare il seggiolino, si potrà ovviamente chiedere un rimborso (entro il 30 aprile 2020). L’altra notizia è che dal 6 marzo 2020 sono in vigore le sanzioni per chi non si mette a norma con l’installazione, poiché da questa data diventa obbligatoria se si trasportano bambini sotto i 4 anni, come previsto dall’articolo 172 del Nuovo codice della strada. Le sanzioni variano dagli 83 ai 333 euro (che si riducono a 58 e 100 euro se si paga entro cinque giorni) con sottrazione di 5 punti dalla patente. Se si commettono due infrazioni in 2 anni scatta la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi. Misure, entrambe, che vanno in totale favore della sicurezza dei nostri figli.

COME OTTENERE IL BONUS
Per ricevere il voucher elettronico o per ricevere il rimborso (è previsto 1 bonus per ogni bambino-dispositivo) ci si deve connettere alla piattaforma bonusseggiolino.it. Per accedere è necessario avere le credenziali SPID (cioè la procedura di autenticazione online verso la Pubblica Amministrazione, acronimo di “Sistema Pubblico di Identità Digitale): se ancora non si è in possesso del proprio codice SPID, all’interno del sito si trova un link per ottenerlo. Una volta aver inserito i vari campi si ottiene il “codice buono”, che andrà associato al “codice esercente”, ovvero il negozio (fisico oppure) online dove lo abbiamo acquistato. Attenzione, il negozio deve essere convenzionato e per accertarsene esiste un puntuale elenco di 4.642 esercenti sempre sulla piattaforma bonusseggiolino.it, che consente anche una ricerca rispetto al proprio luogo di residenza o di maggiore comodità.

LE NUOVE NORMATIVE
Dal 7 novembre 2019 è in vigore la norma che prevede l’obbligo di avere a bordo un seggiolino dotato di dispositivo anti abbandono per bambini con età inferiore ai 4 anni. Come anticipato, le sanzioni sono in vigore dal 6 marzo 2020 e prevedono sanzioni da 83 a 333 euro, con punti decurtati dalla patente (e

I NUOVI SEGGIOLINI
Oltre all’elenco di negozi fisici e online pubblicato sul sito ufficiale bonuseggiolino.it, anche Amazon ha aperto un’apposita sezione. Da una parte c’è l’area per chi deve ancora acquistare un seggiolino anti abbandono o relativo dispositivo da applicare a quelli che abbiamo, dall’altra quella dove inserire direttamente il codice e ottenere il rimborso.

Un altro passo importante per la sicurezza, dunque, che vede tra l’altro in prima linea anche i sistemi ADAS.

(aricolodel 07 marzo 2020 – Fonte Doctor Glass)

INCENTIVI ELETTRICO

Auto elettriche regine dell’ecobonus: fino a 10.000 euro di incentivi

 

        

Fino a 10.000 euro di finanziamento. È quanto viene riservato dall’Ecobonus per l’acquisto di automobili di nuova immatricolazione green (elettriche e ibride) con a annessa la rottamazione, con un incentivo di 8.000 euro statali e altri 2.000 delle concessionarie (6.000 euro senza rottamazione). Cifre notevoli che, però, si scontrano in parte anche col costo elevato di queste autovetture.

Infatti, le novità del decreto di agosto e valide fino a fine anno hanno portato a questo quadro legato alle emissioni di anidride carbonica. Si va dalle elettriche e ibride più performanti (appunto da 0 a 20 g/km CO2) a salire.

Emissioni e contributi

0-20 g/km
8.000 euro con rottamazione (+2.000 euro di contributo del concessionario). 5.000 euro senza rottamazione (+1.000 euro di contributo del concessionario).
21-60 g/km
4.500 euro con rottamazione (+2.000 euro di contributo del concessionario), 2.500 euro senza rottamazione (+1.000 euro di contributo del concessionario).
61-90 g/km
1.750 euro con rottamazione (+2.000 euro di contributo del concessionario), 1.000 euro senza rottamazione (+1.000 euro di contributo del concessionario).
91-110 g/km
1.500 euro con rottamazione (+2.000 euro di contributo del concessionario), 750 euro senza rottamazione (+1.000 di contributo del concessionario). Qui i fondi sono però già esauriti.

91-110 g/km: Ecobonus esaurito

L’ultima fascia (91-110 g/km, con prezzo fino a 40.000 euro accessori compresi ma al netto dell’Iva ed escluse Ipt e messa su strada), la più richiesta perché più abbordabile comprendendo di fatto tutte le auto di fascia medio-bassa, benzina e diesel, proprio in questi giorni ha esaurito i fondi. Per le fasce comprese tra 0-60 g/km si può arrivare invece a un valore di 50.000 euro.

Il decreto di agosto ha stanziato in totale 400 milioni di euro. Di questi 150 milioni per le fasce 0-60 g/km, 150 milioni per quella 61-90 g/km e soltanto 100 milioni 91-110 g/km. La scelta del Governo è stata proprio quella di favorire le auto meno inquinanti, svecchiando il parco auto.

Ottobre 2020

Fonte: doctorglass.com (settembre 2020)

ADAS E SICUREZZA

                                                                 

                                                   Più sistemi ADAS installati sulle autovetture, più sicurezza per tutti

 

 

L’errore umano è sempre la principale causa di incidente: che si tratti di distrazioni, imprevisti a cui non si in grado di rispondere adeguatamente con manovre di emergenza, pericoli derivanti da altri conducenti, pedoni e quant’altro. Ecco allora che grazie alla tecnologia è possibile aiutare gli essere umani a viaggiare più sicuri. Gli ADAS (Advanced Driver Assistance System) ne sono l’esempio più recente ed evidente. Tanto più che, nel giro di 3 anni (2020-2022), saranno obbligatori sulle nuove di auto immatricolazione tre ADAS: frenata automatica di emergenza (Automatic Emergency Breaking), Line Keeping Assist (mantenimento dell’auto nella propria corsia) e Adaptive Cruise Control (regolazione della velocità e distanza di sicurezza tra i veicoli).

Una recente e approfondita ricerca realizzata da Fondazione Filippo Caracciolo di Aci, col Politecnico di Torino, ha evidenziato come la sicurezza a bordo aumenta di oltre il 50% nel rapporto tra auto più recenti con sistemi ADAS e quelle con oltre 15 anni di vita. Per arrivare a queste e altre conclusioni sono stati analizzati i dati di ben 3 milioni di scatole nere.

Con il solo Automatic Emergency Breaking (obbligatorio dal 2020) si potrebbero evitare fino a 4 incidenti su 10, anche se attualmente solo 1 veicolo su 5 dispone di serie di questo sistema. Un veicolo immatricolato da oltre 15 anni ha il doppio delle probabilità di restare vittima di in un grave incidente. Ancora, i veicoli sopra i 30mila euro di listino sono coinvolti in 5,7 incidenti ogni milione di chilometri percorsi. Le auto sotto i 15mila euro in ben 15 incidenti ogni milione di chilometri: il tutto per l’inesistente o insufficiente presenza di ADAS sia di serie che tra gli optional.

(aricolo del 20 Novembre 2020 – Fonte Quattroruote – Doctor Glass )

ADAS E PARABREZZA

          ADAS (advanced Driver Assistance System)

A seguito di un intervento di sostituzione parabrezza, la ricalibratura dei sistemi di supporto alla guida è fondamentale per il loro funzionamento.

Adaptive Cruise Control (ACC)
Modula la velocità del veicolo in base alle condizioni del traffico, in particolare alla velocità e alla distanza delle vetture che precedono.

Emergency Braking System (EBS)
Assiste la frenata del veicolo cercando di evitare eventuali collisioni. 

Lane Keeping Assist (LKA)
Corregge la traiettoria se il veicolo devia involontariamente dalla corsia e lo mantiene all’interno.

Questi sono solo alcuni sistemi e funzionano attraverso sensori e/o telecamere ospitati sul parabrezza e aumentano la sicurezza del guidatore e dei suoi passeggeri, per questo motivo, dopo un intervento di sostituzione del parabrezza, è fondamentale intervenire per ripristinare il corretto funzionamento dei sistemi di sicurezza.

Solo i centri specializzati grazie a professionisti qualificati e ad apparecchiature all’avanguardia per le diagnosi specifiche dei sistemi ADAS, garantiscono un intervento di ricalibratura dei sistemi di supporto alla guida sicuro e senza pensieri.

(aricolo 06 Aprile 2020 – Fonte Doctor Glass)