Giorno: 3 Ottobre 2020

TUTTO PNEUMATICI

Pneumatici: tutto su indici di carico e codici di velocità

Cosa sono quelle cifre e quella lettera indicati sul fianco delle gomme dopo le dimensioni? E perché sono così importanti? Valgono anche per i pneumatici invernali? 

IN VISTA DEL CAMBIO GOMME… – Sulla “taglia” dei pneumatici è vietato sgarrare: deve essere tra quelle riportate nella carta di circolazione, che generalmente permette di scegliere fra più misure (sono indicate nel riquadro 3, quello in basso a sinistra). Si rischia una sanzione da 422 a 1.697 euro in base all’articolo 78 del codice della strada e il ritiro del libretto stesso. Vale anche per le gomme invernali, anche se in questo caso è ammessa una deroga. E riguarda il codice di velocità. Ma prima di parlarne, vediamo nel dettaglio come si legge la misura di un pneumatico.

LE DIMENSIONI – In senso stretto, la misura di un pneumatico è indicata con una serie di numeri. Per esempio, 205/55 R 16 identifica una gomma con un battistrada largo 205 millimetri, una sezione o fianco alti all’incirca il 55% di 205 (ovvero 113 millimetri) e che va montata su un cerchio di 16 pollici. La “R” invece indica la costruzione radiale, da anni impiegata per le vetture stradali. In generale, più è largo il battistrada, più la gomma fa presa (parlando di asfalto asciutto); per contro, aumentano i consumi di carburante e la rumorosità. Il comfort si riduce anche riducendo l’altezza del fianco: pneumatici ribassati (con sezione /40 o inferiore) assorbono male le buche, a vantaggio invece della sportività. Lo stesso vale per l’aumento della misura del cerchio.

L’INDICE DI CARICO – Dopo la misura del cerchio, si trova un numero che corrisponde all’indice di carico, ovvero il peso massimo sopportabile da ciascuna ruota, che moltiplicato per quattro sarà ovviamente molto maggiore del peso complessivo dell’auto diviso, per avere un adeguato margine di sicurezza. Per sapere a quanti chilogrammi corrisponde, bisogna rifarsi alla tabella qui sotto. Per esempio, l’indice 91 equivale a 615 kg per ruota. Per quanto riguarda l’indice di carico, si può scegliere un valore uguale o superiore rispetto a quanto indicato dalla carta di circolazione. Mai inferiore, pena la sanzione dell’articolo 78 del Codice della Strada.

Indice di carico

Peso per ruota kg

Indice di carico

Peso per ruota kg

Indice di carico

Peso per ruota kg

58

236

79

437

100

800

59

243

80

450

101

825

60

250

81

462

102

850

61

257

82

475

103

875

62

265

83

487

104

900

63

272

84

500

105

925

64

280

85

515

106

950

65

290

86

530

107

975

66

300

87

545

108

1000

67

307

88

560

109

1030

68

315

89

580

110

1060

69

325

90

600

111

1090

70

335

91

615

112

1120

71

345

92

630

113

1150

72

355

93

650

114

1180

73

365

94

670

115

1215

74

375

95

690

116

1250

75

387

96

710

117

1285

76

400

97

730

118

1320

77

412

98

750

119

1360

78

425

99

775

120

1400

IL CODICE DI VELOCITÀ – La lettera alla fine della misura è relativa al codice di velocità, equivalente (in base alla tabella qui sotto) alla punta massima per cui il pneumatico è omologato. Per esempio, “H” corrisponde a 210 km/h. Nel caso di codici W o Y, viene anche inserita nella misura la sigla ZR anziché R (lo stabilisce la direttiva europea 92/23). Anche per il codice di velocità, come per l’indice di carico, si può passare a valori superiori rispetto a quanto indicato sulla carta di circolazione. Tuttavia, nel caso dei pneumatici invernali (ma solo nel periodo dal 15 ottobre al 15 maggio, in base a quanto chiarito dalla circolare 1049 del 2014 del ministero dei trasporti) è consentito scendere fino al codice Q, che equivale a 160 km/h. In ogni caso occorre attaccare sulla plancia una “targhetta monitoria” (così la definisce la circolare 104/95 del ministero dei trasporti), ovvero un adesivo che ricordi il nuovo valore, anche se è superiore ai limiti consentiti sulle nostre autostrade e alla velocità massima dell’auto. In alcuni casi, nella carta di circolazione sono indicate apposite misure per i pneumatici invernali contraddistinte dalla sigla M+S in fondo.

Codice di velocità

km/h

Q

160

R

170

S

180

T

190

U

200

H

210

V

240

W

270

Y

300

M+S o FIOCCO DI NEVE? – La sigla M+S (o M/S o M-S) che sta per Mud&Snow, fango e neve proposito di gomme invernali, deve essere per legge riportata sul fianco dei pneumatici invernali. In realtà è utilizzata anche per diversi modelli per suv, che non sono “termici” ma mettono comunque al riparo dalle multe dove vige l’obbligo di transitare con gomme da neve o catene a bordo. Tuttavia, per viaggiare più sicuri in caso di nevicata, è bene cercare degli invernali “puri”. Che spesso sono contraddistinti dal simbolo col fiocco di neve all’interno di una montagna, il cosiddetto 3PMSF (3 peaks mountain snow flake): pur non essendo ancora obbligatorio in Italia, è utilizzato praticamente da tutti i costruttori di gomme.

Edito da miamacchina (ottobre 2020)

Fonte: alvolante.it (2018)

COVID19 E MOBILITA’

Gli italiani preferiscono l’auto privata a carsharing e mezzi pubblici

                               

Grazie, preferisco la mia auto”. È questo, in sintesi, il titolo che potremmo dare analizzando le abitudini rispetto alla mobilità italiana degli ultimi mesi, contraddistinti dall’emergenza coronavirus-covid19. Meno carsharing, meno mezzi pubblici, più mezzi privati.

È quanto emerge da una ricerca condotta in sei Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna, con un campione di 3.000 utenti nel mese di agosto 2020) da OnePoll, commissionata dalla società di noleggio Leaseplan-CarNext.

“L’auto privata è la regina nel new normal. E durante la pandemia abbiamo anche assistito a un deciso spostamento verso l’e-commerce, con un terzo delle persone che ora sta pensando attivamente di acquistare la prossima auto online – ha sottolineato Jan Wouter Kleinjan, chief product & marketing officer di CarNext – Chiaramente si tratta di cambiamenti strutturali che dimostrano come l’acquisto di auto online non sia solo una tendenza temporanea, ma una parte essenziale della nuova normalità”.

Cosa ne pensano gli europei
Dati alla mano, emerge come addirittura l’81% delle persone interpellate ha scelto in linea di massima il trasporto privato contro l’utilizzo dei mezzi pubblici. Un altro 60%, invece, non valuta sicure le vetture di car sharing o di ride hailing (taxi o servizi con autista).

Passando alle vacanze, l’84% degli utenti ha espresso la propria preferenza sul guidare anziché volare. E ne sappiamo tutti qualcosa, con un’Italia quest’anno da tutto esaurito, anche se purtroppo con molte attività commerciali con le serrande abbassate. Senza il turismo internazionale, infatti, il nostro Paese non può certamente lavorare a pieno regime…

Un’altra conseguenza del lockdown è la crescita del gradimento dell’acquisto online che, relativamente anche al settore automotive, arriva a toccare il 31%.

Cosa ne pensano gli italiani
Sul fronte dei dati analizzati solo dagli intervistati in Italia, la tendenza resta la stessa anche se con percentuali diverse. Intanto, rispetto all’uso dell’auto privata a discapito dei mezzi pubblici siamo ancora più diffidenti: 89% contro 84%. Siamo invece un po’ meno intimoriti dall’usare auto in sharing o taxi (55% contro 60%), con un 9% che non ha alcuna paura.

Rispetto alla scelta di acquisto, il 27% degli italiani vorrebbero una vettura più grande, il 62% si dice soddisfatto di quella che ha e 1 persona su 10 (11%) la vorrebbe invece più piccola.

Ottobre 2020

Fonte: doctorglass.com

COSTI CAR SHARING

 

Car Sharing:  Costi fissi e tariffe

La presa e il rilascio del veicolo vengono registrati con sistema satellitare, che non lascia spazio a contestazioni sul suo utilizzo. Oltre la giornata, il car sharing può diventare antieconomico rispetto a un noleggio di tipo tradizionale, anche molti operatori propongono offerte speciali per utilizzi continuativi di 24 o più ore che si adattano a soddisfare le esigenze di mobilità legate a trasferte brevi, di uno o due giorni. Non mancano, infine, pacchetti weekend solitamente molto vantaggiosi. I costi fissi e le tariffe sono estremamente differenti e variano a seconda dell’operatore. Per fissare le idee consideriamo i cinque grandi operatori “open” su Milano. Car2Go: 19 euro come quota unica di iscrizione, 0,29 euro/minuto (anche in caso di sosta) e 0,29 euro/km oltre i primi 50 km, con un massimo di 59 euro per il noleggio di 24 ore. Twistcar: 15 euro come quota unica di iscrizione, 0,27 euro/ minuto per la guida, 0,17 euro/minuto per la sosta, 0,27 euro/km oltre i primi 50 km e un massimo di 59 euro per il noleggio di 24 ore. Enijoy: iscrizione gratuita, 0,25 euro/minuto per la guida, 0,17 euro/minuto per la sosta, 0,25 euro/km per percorrenze oltre 50 km, 60 euro per le 24 ore di utilizzo. Per Evai (l’unico a permettere il rilascio dell’auto in città diverse, con 5 euro di penale, ma che a differenza dei rivali prevede la consegna e il rilascio solo nei propri posteggi) il discorso è più complesso, sia perché offre più livelli associativi (ma sempre gratuiti), sia perché le tariffe cambiano se si usa un’auto elettrica o con motore endotermico. Le tariffe più agevolate, legate all’acquisto di un credito a scalare di 50 euro, prevedono 5 euro/ora per le elettriche (km illimitati) e 2,4 euro/ora per le altre, che in più hanno un costo al chilometro di 0,48 euro. Per le 24 ore, con le elettriche si pagano 60 euro; con le endotermiche 28,80 euro più il chilometraggio percorso. GuidaMi, gestito dall’azienda dei trasporti milanese, ha la più vasta scelta di modelli e tipologie di mezzi, ma è anche quello con le regole più restrittive: il veicolo va preso e restituito nello stesso posteggio e c’è un tempo minimo di utilizzo di un’ora. Per l’iscrizione “business” è richiesta una quota annuale di 60 euro. La tariffa varia in base alla classe del mezzo (Economy, City, Premium e Cargo), ed è compresa fra un minimo di 2,20 euro e un massimo di 3 euro/ora, cui vanno aggiunti da 0,45 a 0,80 euro/km. Oltre al canone per le 24 ore (da 45 a 90 euro) sono previsti forfait sino a 72 ore e una cifra fissa ogni ulteriore giornata. 

 

IN SINTESI

  • Tempo uso veicolo monitorato
  • Può non convenire oltre le 24 ore
  • Disponibili pacchetti week-end
  • Confronto tariffe car sharing “open” Milanoù

 

Ottobre 2020 – Fonte: alvolante.it

 

TAXI E NOLEGGI 2020

Taxi e NCC: ora possono noleggiare l’auto

Viene meno una regola anacronistica che obbligava taxi e noleggi con conducente ad acquistare la vettura

REGOLA OBSOLETA – L’ultimo DL Semplificazione supera un inutile quanto ormai obsoleto vincolo che vietava a taxi noleggi con conducente di poter prendere a noleggio il proprio veicolo. Una novità destinata ad avere ripercussioni positive per tutti gli operatori di questo settore che d’ora in avanti potranno evitare di impegnare ingenti somme di denaro per la propria attività, accedendo a tutte le facilitazioni e i servizi inclusi nel noleggio a lungo termine. Potendo inoltre disporre di vetture più sicure, sempre tagliandate e con emissioni ridotte. Una vera svolta che sicuramente accelererà il processo di rinnovo del parco circolante di tassisti e NCC.

FA BENE AL PARCO CIRCOLANTE – Una norma accolta con favore anche da ANIASA (l’Associazione dei servizi di mobilità in Confindustria), come sottolinea il presidente Massimiliano Archiapatti Taglia, per la quale la sua associazione si è battuta per oltre un decennio. Finalmente ci sarà una significativa riduzione delle emissioni, considerando che quasi il 20% dei taxi ha oltre 10 anni di anzianità. Infine secondo le ultime stime nei più importanti comuni d’Italia sono circa 25.000 i veicoli utilizzati come taxi o noleggio con conducente, che ora potranno utilizzare queste nuove formule commerciali.

Edito da miamacchina ottobre 2020

Fonte: alvolante.it (settembre 2020)

Taxi e NCC: ora possono noleggiare l’auto

Viene meno una regola anacronistica che obbligava taxi e noleggi con conducente ad acquistare la vettura

 

REGOLA OBSOLETA – L’ultimo DL Semplificazione supera un inutile quanto ormai obsoleto vincolo che vietava a taxi noleggi con conducente di poter prendere a noleggio il proprio veicolo. Una novità destinata ad avere ripercussioni positive per tutti gli operatori di questo settore che d’ora in avanti potranno evitare di impegnare ingenti somme di denaro per la propria attività, accedendo a tutte le facilitazioni e i servizi inclusi nel noleggio a lungo termine. Potendo inoltre disporre di vetture più sicure, sempre tagliandate e con emissioni ridotte. Una vera svolta che sicuramente accelererà il processo di rinnovo del parco circolante di tassisti e NCC.

FA BENE AL PARCO CIRCOLANTE – Una norma accolta con favore anche da ANIASA (l’Associazione dei servizi di mobilità in Confindustria), come sottolinea il presidente Massimiliano Archiapatti Taglia, per la quale la sua associazione si è battuta per oltre un decennio. Finalmente ci sarà una significativa riduzione delle emissioni, considerando che quasi il 20% dei taxi ha oltre 10 anni di anzianità. Infine secondo le ultime stime nei più importanti comuni d’Italia sono circa 25.000 i veicoli utilizzati come taxi o noleggio con conducente, che ora potranno utilizzare queste nuove formule commerciali.

Edito da miamacchina ottobre 2020

Fonte: alvolante.it (settembre 2020)

Taxi e NCC: ora possono noleggiare l’auto

Viene meno una regola anacronistica che obbligava taxi e noleggi con conducente ad acquistare la vettura

 

REGOLA OBSOLETA – L’ultimo DL Semplificazione supera un inutile quanto ormai obsoleto vincolo che vietava a taxi noleggi con conducente di poter prendere a noleggio il proprio veicolo. Una novità destinata ad avere ripercussioni positive per tutti gli operatori di questo settore che d’ora in avanti potranno evitare di impegnare ingenti somme di denaro per la propria attività, accedendo a tutte le facilitazioni e i servizi inclusi nel noleggio a lungo termine. Potendo inoltre disporre di vetture più sicure, sempre tagliandate e con emissioni ridotte. Una vera svolta che sicuramente accelererà il processo di rinnovo del parco circolante di tassisti e NCC.

FA BENE AL PARCO CIRCOLANTE – Una norma accolta con favore anche da ANIASA (l’Associazione dei servizi di mobilità in Confindustria), come sottolinea il presidente Massimiliano Archiapatti Taglia, per la quale la sua associazione si è battuta per oltre un decennio. Finalmente ci sarà una significativa riduzione delle emissioni, considerando che quasi il 20% dei taxi ha oltre 10 anni di anzianità. Infine secondo le ultime stime nei più importanti comuni d’Italia sono circa 25.000 i veicoli utilizzati come taxi o noleggio con conducente, che ora potranno utilizzare queste nuove formule commerciali.

Edito da miamacchina ottobre 2020

Fonte: alvolante.it (settembre 2020)

Taxi e NCC: ora possono noleggiare l’auto

Viene meno una regola anacronistica che obbligava taxi e noleggi con conducente ad acquistare la vettura

 

REGOLA OBSOLETA – L’ultimo DL Semplificazione supera un inutile quanto ormai obsoleto vincolo che vietava a taxi noleggi con conducente di poter prendere a noleggio il proprio veicolo. Una novità destinata ad avere ripercussioni positive per tutti gli operatori di questo settore che d’ora in avanti potranno evitare di impegnare ingenti somme di denaro per la propria attività, accedendo a tutte le facilitazioni e i servizi inclusi nel noleggio a lungo termine. Potendo inoltre disporre di vetture più sicure, sempre tagliandate e con emissioni ridotte. Una vera svolta che sicuramente accelererà il processo di rinnovo del parco circolante di tassisti e NCC.

FA BENE AL PARCO CIRCOLANTE – Una norma accolta con favore anche da ANIASA (l’Associazione dei servizi di mobilità in Confindustria), come sottolinea il presidente Massimiliano Archiapatti Taglia, per la quale la sua associazione si è battuta per oltre un decennio. Finalmente ci sarà una significativa riduzione delle emissioni, considerando che quasi il 20% dei taxi ha oltre 10 anni di anzianità. Infine secondo le ultime stime nei più importanti comuni d’Italia sono circa 25.000 i veicoli utilizzati come taxi o noleggio con conducente, che ora potranno utilizzare queste nuove formule commerciali.

Edito da miamacchina ottobre 2020

Fonte: alvolante.it (settembre 2020)

RISPARMIO E CAR SHARING

   

Car Sharing: Risparmio e gestione

 

 

Il ricorso al car sharing può comportare notevoli risparmi per l’azienda, a seconda della soluzione scelta. Si tratta della formula più indicata per sostituire un’auto di proprietà utilizzata poco (meno di 10.000 km anno), prevalentemente in ambito urbano. Offre i maggiori benefici per impieghi cittadini di breve durata (da alcuni minuti a un paio di ore), in particolare per spostamenti a corto raggio. ReFeel, operatore energetico che ha recentemente avviato a Milano un servizio “corporate” con vetture elettriche, sostiene che la sua proposta (che prevede il pagamento dell’elettricità utilizzata) in un anno permette di risparmiare circa 3.200 euro rispetto all’acquisto della macchina e poco più di 2.500 euro sul noleggio a lungo termine (calcolo sulla base di 10.000 km, comprendente 182 ingressi in area C e 220 ore di posteggio in zone a pagamento). Cifre a parte, condividere l’auto (sia fra colleghi, sia fra diverse realtà lavorative) è in ogni caso vantaggioso dal punto di vista ambientale. Certo, c’è il rischio di rimanere a piedi e il fastidio di dover armonizzare la disponibilità dell’auto con spostamenti o appuntamenti fuori sede. Poca cosa a fronte dei vantaggi economici che si hanno eliminando i fattori di costo alla radice: nessun bisogno di un fleet manager perché ogni dipendente fa da sé per la prenotazione dei veicoli; e si riduce il carico sull’amministrazione grazie a fatturazioni chiare e dettagliate. Infine, da non trascurare, si cancella la questione delle carte carburanti, elemento critico in alcune realtà. 

 

IN SINTESI

  • Sostituisce auto fino a 10000 km/anno
  • Conviene per spostamenti urbani brevi
  • Soluzione sempre ecologica
  • Eliminati fattori di costo alla radice
  • Niente carte carburante

Ottobre 2020 – Fonte alvolante.it

Car Sharing: Risparmio e gestione

Il ricorso al car sharing può comportare notevoli risparmi per l’azienda, a seconda della soluzione scelta. Si tratta della formula più indicata per sostituire un’auto di proprietà utilizzata poco (meno di 10.000 km anno), prevalentemente in ambito urbano. Offre i maggiori benefici per impieghi cittadini di breve durata (da alcuni minuti a un paio di ore), in particolare per spostamenti a corto raggio. ReFeel, operatore energetico che ha recentemente avviato a Milano un servizio “corporate” con vetture elettriche, sostiene che la sua proposta (che prevede il pagamento dell’elettricità utilizzata) in un anno permette di risparmiare circa 3.200 euro rispetto all’acquisto della macchina e poco più di 2.500 euro sul noleggio a lungo termine (calcolo sulla base di 10.000 km, comprendente 182 ingressi in area C e 220 ore di posteggio in zone a pagamento). Cifre a parte, condividere l’auto (sia fra colleghi, sia fra diverse realtà lavorative) è in ogni caso vantaggioso dal punto di vista ambientale. Certo, c’è il rischio di rimanere a piedi e il fastidio di dover armonizzare la disponibilità dell’auto con spostamenti o appuntamenti fuori sede. Poca cosa a fronte dei vantaggi economici che si hanno eliminando i fattori di costo alla radice: nessun bisogno di un fleet manager perché ogni dipendente fa da sé per la prenotazione dei veicoli; e si riduce il carico sull’amministrazione grazie a fatturazioni chiare e dettagliate. Infine, da non trascurare, si cancella la questione delle carte carburanti, elemento critico in alcune realtà. 

 

IN SINTESI

  • Sostituisce auto fino a 10000 km/anno
  • Conviene per spostamenti urbani brevi
  • Soluzione sempre ecologica
  • Eliminati fattori di costo alla radice
  • Niente carte carburante

Ottobre 2020 – Fonte alvolante.it