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BATTERIE IN FORMA

                        Come tenere in forma la batteria dell’auto

“Riportiamo articolo della rivista automobilistica Alvolante pubblicato ad Aprile 2020, periodo che ha messo a durissima prova anche le batterie delle nostre auto ! “

In questo periodo nel quale l’uso dell’auto è limitato dall’emergenza sanitaria la batteria necessita di attenzioni particolari per evitare che si scarichi.

 

BATTERIE IN LETARGO – Con il divieto agli spostamenti non indispensabili, e con migliaia di attività lavorative ferme, gli italiani sono costretti a restare in casa e ad usare le loro auto il meno possibile. Questa situazione rischia di avere conseguenze negative per alcune parti della vettura, come la batteria, che potrebbe scaricarsi e quindi non consentirci l’uso dell’auto in una situazione di emergenza. Le auto più recenti, infatti, sono infarcite di dispositivi che migliorano comfort e sicurezza, ma assorbono parecchia corrente.

DUE CAVI PER RISOLVERE LE EMERGENZE – Prima di intervenire di persona sulla batteria, consultate il libretto di uso e manutenzione dell’auto, che fornisce suggerimenti per evitare imprevisti: i più dettagliati spiegano (anche con illustrazioni) come posizionare i cavi per fare partire la vettura, oltre che come smontarla o ricaricarla. Per fare il “ponte”, la batteria “donatrice” deve avere almeno la stessa capacità di quella esaurita. Per collegare i poli (foto qui sopra), usate cavi di diametro non inferiore a 10 mm: si parte con quello rosso, fissando una pinza sul “+” dell’accumulatore scarico e poi sullo stesso polo di quello carico. L’identica sequenza va seguita con il cavo nero, che collegherà i poli “-”. Poi, avviare l’auto “carica” e, quindi, quella bloccata. Quando il motore di quest’ultima sarà ripartito, si potranno scollegare le due batterie invertendo la sequenza (prima il “-” poi il “+”). Attenzione: collegare con i cavi due poli opposti crea un pericoloso cortocircuito.

IL CARICA BATTERIE – Se far ripartire l’auto può servire per coprire un’eventuale emergenza è bene sapere che quella batteria potrebbe riscaricarsi di nuovo. A questo punto le opzioni sono due: la prima cosa è provare a ripristinare la carica con apposito caricabatterie per auto (foto qui sopra). In commercio ne esistono molti modelli e sono facilmente reperibili sui principali siti di ecommerce: le marche più diffuse sono Bosch, Ctek, Techmate, Marelli, Exide. I più moderni caricabatteria, che rimettono in sesto un accumulatore scarico in qualche ora, fanno anche da mantenitori automatici. Collegati a una presa di corrente, garantiscono che la carica sia sempre al massimo; oltre alla comodità, offrono il modo migliore per garantire lunga vita a una batteria. Considerando il disagio che comporta ritrovarsi col motore che non si avvia e il prezzo di un accumulatore nuovo, un mantenitore conviene senz’altro a chi ha una vettura che resta a lungo ferma in un garage dotato di presa.

SI TROVANO ANCHE ONLINE – Se il caricabatterie non riuscisse nel recupero, allora la batteria è irrimediabilmente compromessa e non resta che sostituirla. È fondamentale che la nuova sia identica a quella vecchia nelle sue misure (larghezza, lunghezza e altezza) e nella posizione dei morsetti (in qualche caso, ci sono batterie uguali ma con i morsetti posti sul lato opposto del coperchio superiore). Le etichette poste sulla batteria (foto qui sopra) riportano i dati di capacità (Ah) e corrente di spunto (A). Più alti sono e meglio è, ma non c’è da preoccuparsi troppo: basta che siano simili a quelli della vecchia batteria. In alcuni casi i siti dei produttori (i più noti sono Bosch, Fiamm, Marelli, Varta, Exide, Yuasa e altri) consentono di scegliere la batteria in base al modello di vettura, che poi può essere acquistata online senza muoversi da casa.

RISPETTATE LA “FAMIGLIA” – Le auto dotate del sistema Stop&Start hanno batterie specifiche, più robuste. In genere queste sono di due tipi. Le EFB (Enhanced Flooded Battery) garantiscono fino al triplo dei riavvii del motore rispetto ad accumulatori “normali”; poco sensibili al calore esterno, si possono montare nel vano motore. Meno adatte alle alte temperature sono le AGM (Absorbed Glass Mat, foto qui sopra): nelle loro celle, un elemento assorbente in fibra di vetro, inserito fra le piastre, trattiene come una spugna l’acido solforico, riducendone l’evaporazione. Proprio grazie a questa particolarità, oltre che per la presenza di valvole che limitano l’emissione di gas nocivi regolando i cicli di ricarica, le AGM possono essere collocate “al fresco”, di solito nel baule. Inoltre, essendo le più resistenti, possono far fronte alle esigenze di un alternatore “intelligente”, che ricarica la batteria nei  rallentamenti per assorbire meno potenza dal motore. In caso di sostituzione di una di queste batterie (un’etichetta 5 aiuta a identificarle), è importante evitare di passare da una tipologia all’altra. E meno che mai a un accumulatore di tipo tradizionale, che comprometterebbe il funzionamento dello Stop&Start e si esaurirebbe molto presto.

NON SEMPRE LA POSSIAMO CAMBIARE – Una volta scelta la batteria, però, non sempre possiamo procedere alla sostituzione. I casi che si possono presentare sono tre.

  1. Se abbiamo un veicolo datato, senza sistema Stop&Start e una batteria tradizionale, possiamo procedere noi stessi alla sostituzione della batteria con una nuova. Quando la ricollegheremo, probabilmente dovremo resettare alcune impostazioni semplici come l’orologio, la radio, impostare la fine corsa dei finestrini e le preferenze come il profilo di guida e così via. Se questo non fosse possibile, per esempio se i finestrini restano bloccati, bisogna rivolgersi a un’officina.
  2. Se abbiamo un’auto con sistema Stop&Start e una batteria AGM o EFBdobbiamo accertarci che non richieda la registrazione della batteria nel BMS (Battery Management System), informazione che può essere verificata rivolgendosi alla propria officina di fiducia. Se così fosse possiamo procedere come nel caso precedente.
  3. Se invece il veicolo ha il sistema Stop&Start e una batteria AGM o EFB che richiede laregistrazione nel BMS, non bisogna assolutamente scollegare il polo negativo: in questo caso, infatti, se la batteria non viene poi correttamente registrata, il BMS non darà l’ok all’avviamento e si dovrà chiamare l’assistenza. In questo caso l’unica soluzione è quella di collegare un mantenitore di carica, oppure rivolgersi a un’officina.

Edito da miamacchina.it (ottobre 2020)

Fonte: alvolante.it (aprile 2020)

TARGHE 2020

La Targa prova si può usare solo su vetture non immatricolate

Un pronunciamento della Cassazione cambia l’uso della targa prova, che interessa tanti venditori di auto professionisti.

NON SI PUÒ PIÙ USARE – Questa volta la Corte di Cassazione si è pronunciata in modo definitivo. La targa prova non si potrà più usare sulle auto immatricolate. Una decisione che giunge dopo due anni di controversie tra il Ministero dell’Interno e quello dei Trasporti in attesa di un parere del Consiglio di Stato mai arrivato.  Spazio dunque alla sentenza della Cassazione del 25 agosto scorso secondo la quale di eventuali danni derivanti dalla circolazione del veicolo targato, che circoli con targa prova, ne risponde solo l’assicuratore del veicolo e non la compagnia della targa di prova. 

PAGA CHI È AL VOLANTE – In termini più semplici, in caso di incidente con una macchina usata non assicurata in vendita in una concessionaria il danno dovrà essere risarcito direttamente dal guidatore. Anche se sull’auto in questione c’era la targa prova. Come si può capire, la sentenza muta totalmente gli scenari sul mercato delle auto usate vendute da professionisti. Costringendo queste società a cambiare regole consolidate proponendo auto usate sempre assicurate e la targa prova solo per quelle non ancora immatricolate.

SCONTRO TRA MINISTERI – Va peraltro sottolineato che la sentenza riflette la circolare con cui il ministero dell’Interno nel 2018 aveva stabilito lo stesso principio. Principio poco gradito dal ministero dei Trasporti che autorizzava l’utilizzo generalizzato della targa prova da parte degli operatori del settore sia per i veicoli nuovi sia per quelli già immatricolati. Insomma due opinioni diametralmente opposte. Al punto che, come detto, si è deciso di sottoporre la questione al Consiglio di Stato, con conseguente decisione della Polizia Stradale di sospendere temporaneamente le sanzioni per circolazione senza assicurazione purché circolino con targa prova. 

ASPETTANDO LA LEGGE – Sull’argomento esiste comunque un disegno di legge del il 14 novembre 2018, fermo in commissione trasporti alla Camera da oltre un anno che modificherebbe la norma di disciplina della circolazione dei veicoli in prova, allargando la possibilità di usare la targa prova anche sui veicoli già immatricolati. Una soluzione che senza dubbio aiuterebbe società e concessionarie coinvolte nella vendita dell’usato  e che permetterebbe sensibili risparmi sulle coperture assicurative. 

 

Pubblicato  da miamacchina.it – ottobre 2020 

Fonte: alvolante.it – settembre 2020

 

 

TUTTO PNEUMATICI

Pneumatici: tutto su indici di carico e codici di velocità

Cosa sono quelle cifre e quella lettera indicati sul fianco delle gomme dopo le dimensioni? E perché sono così importanti? Valgono anche per i pneumatici invernali? 

IN VISTA DEL CAMBIO GOMME… – Sulla “taglia” dei pneumatici è vietato sgarrare: deve essere tra quelle riportate nella carta di circolazione, che generalmente permette di scegliere fra più misure (sono indicate nel riquadro 3, quello in basso a sinistra). Si rischia una sanzione da 422 a 1.697 euro in base all’articolo 78 del codice della strada e il ritiro del libretto stesso. Vale anche per le gomme invernali, anche se in questo caso è ammessa una deroga. E riguarda il codice di velocità. Ma prima di parlarne, vediamo nel dettaglio come si legge la misura di un pneumatico.

LE DIMENSIONI – In senso stretto, la misura di un pneumatico è indicata con una serie di numeri. Per esempio, 205/55 R 16 identifica una gomma con un battistrada largo 205 millimetri, una sezione o fianco alti all’incirca il 55% di 205 (ovvero 113 millimetri) e che va montata su un cerchio di 16 pollici. La “R” invece indica la costruzione radiale, da anni impiegata per le vetture stradali. In generale, più è largo il battistrada, più la gomma fa presa (parlando di asfalto asciutto); per contro, aumentano i consumi di carburante e la rumorosità. Il comfort si riduce anche riducendo l’altezza del fianco: pneumatici ribassati (con sezione /40 o inferiore) assorbono male le buche, a vantaggio invece della sportività. Lo stesso vale per l’aumento della misura del cerchio.

L’INDICE DI CARICO – Dopo la misura del cerchio, si trova un numero che corrisponde all’indice di carico, ovvero il peso massimo sopportabile da ciascuna ruota, che moltiplicato per quattro sarà ovviamente molto maggiore del peso complessivo dell’auto diviso, per avere un adeguato margine di sicurezza. Per sapere a quanti chilogrammi corrisponde, bisogna rifarsi alla tabella qui sotto. Per esempio, l’indice 91 equivale a 615 kg per ruota. Per quanto riguarda l’indice di carico, si può scegliere un valore uguale o superiore rispetto a quanto indicato dalla carta di circolazione. Mai inferiore, pena la sanzione dell’articolo 78 del Codice della Strada.

Indice di carico

Peso per ruota kg

Indice di carico

Peso per ruota kg

Indice di carico

Peso per ruota kg

58

236

79

437

100

800

59

243

80

450

101

825

60

250

81

462

102

850

61

257

82

475

103

875

62

265

83

487

104

900

63

272

84

500

105

925

64

280

85

515

106

950

65

290

86

530

107

975

66

300

87

545

108

1000

67

307

88

560

109

1030

68

315

89

580

110

1060

69

325

90

600

111

1090

70

335

91

615

112

1120

71

345

92

630

113

1150

72

355

93

650

114

1180

73

365

94

670

115

1215

74

375

95

690

116

1250

75

387

96

710

117

1285

76

400

97

730

118

1320

77

412

98

750

119

1360

78

425

99

775

120

1400

IL CODICE DI VELOCITÀ – La lettera alla fine della misura è relativa al codice di velocità, equivalente (in base alla tabella qui sotto) alla punta massima per cui il pneumatico è omologato. Per esempio, “H” corrisponde a 210 km/h. Nel caso di codici W o Y, viene anche inserita nella misura la sigla ZR anziché R (lo stabilisce la direttiva europea 92/23). Anche per il codice di velocità, come per l’indice di carico, si può passare a valori superiori rispetto a quanto indicato sulla carta di circolazione. Tuttavia, nel caso dei pneumatici invernali (ma solo nel periodo dal 15 ottobre al 15 maggio, in base a quanto chiarito dalla circolare 1049 del 2014 del ministero dei trasporti) è consentito scendere fino al codice Q, che equivale a 160 km/h. In ogni caso occorre attaccare sulla plancia una “targhetta monitoria” (così la definisce la circolare 104/95 del ministero dei trasporti), ovvero un adesivo che ricordi il nuovo valore, anche se è superiore ai limiti consentiti sulle nostre autostrade e alla velocità massima dell’auto. In alcuni casi, nella carta di circolazione sono indicate apposite misure per i pneumatici invernali contraddistinte dalla sigla M+S in fondo.

Codice di velocità

km/h

Q

160

R

170

S

180

T

190

U

200

H

210

V

240

W

270

Y

300

M+S o FIOCCO DI NEVE? – La sigla M+S (o M/S o M-S) che sta per Mud&Snow, fango e neve proposito di gomme invernali, deve essere per legge riportata sul fianco dei pneumatici invernali. In realtà è utilizzata anche per diversi modelli per suv, che non sono “termici” ma mettono comunque al riparo dalle multe dove vige l’obbligo di transitare con gomme da neve o catene a bordo. Tuttavia, per viaggiare più sicuri in caso di nevicata, è bene cercare degli invernali “puri”. Che spesso sono contraddistinti dal simbolo col fiocco di neve all’interno di una montagna, il cosiddetto 3PMSF (3 peaks mountain snow flake): pur non essendo ancora obbligatorio in Italia, è utilizzato praticamente da tutti i costruttori di gomme.

Edito da miamacchina (ottobre 2020)

Fonte: alvolante.it (2018)

COVID19 E MOBILITA’

Gli italiani preferiscono l’auto privata a carsharing e mezzi pubblici

                               

Grazie, preferisco la mia auto”. È questo, in sintesi, il titolo che potremmo dare analizzando le abitudini rispetto alla mobilità italiana degli ultimi mesi, contraddistinti dall’emergenza coronavirus-covid19. Meno carsharing, meno mezzi pubblici, più mezzi privati.

È quanto emerge da una ricerca condotta in sei Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna, con un campione di 3.000 utenti nel mese di agosto 2020) da OnePoll, commissionata dalla società di noleggio Leaseplan-CarNext.

“L’auto privata è la regina nel new normal. E durante la pandemia abbiamo anche assistito a un deciso spostamento verso l’e-commerce, con un terzo delle persone che ora sta pensando attivamente di acquistare la prossima auto online – ha sottolineato Jan Wouter Kleinjan, chief product & marketing officer di CarNext – Chiaramente si tratta di cambiamenti strutturali che dimostrano come l’acquisto di auto online non sia solo una tendenza temporanea, ma una parte essenziale della nuova normalità”.

Cosa ne pensano gli europei
Dati alla mano, emerge come addirittura l’81% delle persone interpellate ha scelto in linea di massima il trasporto privato contro l’utilizzo dei mezzi pubblici. Un altro 60%, invece, non valuta sicure le vetture di car sharing o di ride hailing (taxi o servizi con autista).

Passando alle vacanze, l’84% degli utenti ha espresso la propria preferenza sul guidare anziché volare. E ne sappiamo tutti qualcosa, con un’Italia quest’anno da tutto esaurito, anche se purtroppo con molte attività commerciali con le serrande abbassate. Senza il turismo internazionale, infatti, il nostro Paese non può certamente lavorare a pieno regime…

Un’altra conseguenza del lockdown è la crescita del gradimento dell’acquisto online che, relativamente anche al settore automotive, arriva a toccare il 31%.

Cosa ne pensano gli italiani
Sul fronte dei dati analizzati solo dagli intervistati in Italia, la tendenza resta la stessa anche se con percentuali diverse. Intanto, rispetto all’uso dell’auto privata a discapito dei mezzi pubblici siamo ancora più diffidenti: 89% contro 84%. Siamo invece un po’ meno intimoriti dall’usare auto in sharing o taxi (55% contro 60%), con un 9% che non ha alcuna paura.

Rispetto alla scelta di acquisto, il 27% degli italiani vorrebbero una vettura più grande, il 62% si dice soddisfatto di quella che ha e 1 persona su 10 (11%) la vorrebbe invece più piccola.

Ottobre 2020

Fonte: doctorglass.com

COSTI CAR SHARING

 

Car Sharing:  Costi fissi e tariffe

La presa e il rilascio del veicolo vengono registrati con sistema satellitare, che non lascia spazio a contestazioni sul suo utilizzo. Oltre la giornata, il car sharing può diventare antieconomico rispetto a un noleggio di tipo tradizionale, anche molti operatori propongono offerte speciali per utilizzi continuativi di 24 o più ore che si adattano a soddisfare le esigenze di mobilità legate a trasferte brevi, di uno o due giorni. Non mancano, infine, pacchetti weekend solitamente molto vantaggiosi. I costi fissi e le tariffe sono estremamente differenti e variano a seconda dell’operatore. Per fissare le idee consideriamo i cinque grandi operatori “open” su Milano. Car2Go: 19 euro come quota unica di iscrizione, 0,29 euro/minuto (anche in caso di sosta) e 0,29 euro/km oltre i primi 50 km, con un massimo di 59 euro per il noleggio di 24 ore. Twistcar: 15 euro come quota unica di iscrizione, 0,27 euro/ minuto per la guida, 0,17 euro/minuto per la sosta, 0,27 euro/km oltre i primi 50 km e un massimo di 59 euro per il noleggio di 24 ore. Enijoy: iscrizione gratuita, 0,25 euro/minuto per la guida, 0,17 euro/minuto per la sosta, 0,25 euro/km per percorrenze oltre 50 km, 60 euro per le 24 ore di utilizzo. Per Evai (l’unico a permettere il rilascio dell’auto in città diverse, con 5 euro di penale, ma che a differenza dei rivali prevede la consegna e il rilascio solo nei propri posteggi) il discorso è più complesso, sia perché offre più livelli associativi (ma sempre gratuiti), sia perché le tariffe cambiano se si usa un’auto elettrica o con motore endotermico. Le tariffe più agevolate, legate all’acquisto di un credito a scalare di 50 euro, prevedono 5 euro/ora per le elettriche (km illimitati) e 2,4 euro/ora per le altre, che in più hanno un costo al chilometro di 0,48 euro. Per le 24 ore, con le elettriche si pagano 60 euro; con le endotermiche 28,80 euro più il chilometraggio percorso. GuidaMi, gestito dall’azienda dei trasporti milanese, ha la più vasta scelta di modelli e tipologie di mezzi, ma è anche quello con le regole più restrittive: il veicolo va preso e restituito nello stesso posteggio e c’è un tempo minimo di utilizzo di un’ora. Per l’iscrizione “business” è richiesta una quota annuale di 60 euro. La tariffa varia in base alla classe del mezzo (Economy, City, Premium e Cargo), ed è compresa fra un minimo di 2,20 euro e un massimo di 3 euro/ora, cui vanno aggiunti da 0,45 a 0,80 euro/km. Oltre al canone per le 24 ore (da 45 a 90 euro) sono previsti forfait sino a 72 ore e una cifra fissa ogni ulteriore giornata. 

 

IN SINTESI

  • Tempo uso veicolo monitorato
  • Può non convenire oltre le 24 ore
  • Disponibili pacchetti week-end
  • Confronto tariffe car sharing “open” Milanoù

 

Ottobre 2020 – Fonte: alvolante.it

 

TAXI E NOLEGGI 2020

Taxi e NCC: ora possono noleggiare l’auto

Viene meno una regola anacronistica che obbligava taxi e noleggi con conducente ad acquistare la vettura

REGOLA OBSOLETA – L’ultimo DL Semplificazione supera un inutile quanto ormai obsoleto vincolo che vietava a taxi noleggi con conducente di poter prendere a noleggio il proprio veicolo. Una novità destinata ad avere ripercussioni positive per tutti gli operatori di questo settore che d’ora in avanti potranno evitare di impegnare ingenti somme di denaro per la propria attività, accedendo a tutte le facilitazioni e i servizi inclusi nel noleggio a lungo termine. Potendo inoltre disporre di vetture più sicure, sempre tagliandate e con emissioni ridotte. Una vera svolta che sicuramente accelererà il processo di rinnovo del parco circolante di tassisti e NCC.

FA BENE AL PARCO CIRCOLANTE – Una norma accolta con favore anche da ANIASA (l’Associazione dei servizi di mobilità in Confindustria), come sottolinea il presidente Massimiliano Archiapatti Taglia, per la quale la sua associazione si è battuta per oltre un decennio. Finalmente ci sarà una significativa riduzione delle emissioni, considerando che quasi il 20% dei taxi ha oltre 10 anni di anzianità. Infine secondo le ultime stime nei più importanti comuni d’Italia sono circa 25.000 i veicoli utilizzati come taxi o noleggio con conducente, che ora potranno utilizzare queste nuove formule commerciali.

Edito da miamacchina ottobre 2020

Fonte: alvolante.it (settembre 2020)

Taxi e NCC: ora possono noleggiare l’auto

Viene meno una regola anacronistica che obbligava taxi e noleggi con conducente ad acquistare la vettura

 

REGOLA OBSOLETA – L’ultimo DL Semplificazione supera un inutile quanto ormai obsoleto vincolo che vietava a taxi noleggi con conducente di poter prendere a noleggio il proprio veicolo. Una novità destinata ad avere ripercussioni positive per tutti gli operatori di questo settore che d’ora in avanti potranno evitare di impegnare ingenti somme di denaro per la propria attività, accedendo a tutte le facilitazioni e i servizi inclusi nel noleggio a lungo termine. Potendo inoltre disporre di vetture più sicure, sempre tagliandate e con emissioni ridotte. Una vera svolta che sicuramente accelererà il processo di rinnovo del parco circolante di tassisti e NCC.

FA BENE AL PARCO CIRCOLANTE – Una norma accolta con favore anche da ANIASA (l’Associazione dei servizi di mobilità in Confindustria), come sottolinea il presidente Massimiliano Archiapatti Taglia, per la quale la sua associazione si è battuta per oltre un decennio. Finalmente ci sarà una significativa riduzione delle emissioni, considerando che quasi il 20% dei taxi ha oltre 10 anni di anzianità. Infine secondo le ultime stime nei più importanti comuni d’Italia sono circa 25.000 i veicoli utilizzati come taxi o noleggio con conducente, che ora potranno utilizzare queste nuove formule commerciali.

Edito da miamacchina ottobre 2020

Fonte: alvolante.it (settembre 2020)

Taxi e NCC: ora possono noleggiare l’auto

Viene meno una regola anacronistica che obbligava taxi e noleggi con conducente ad acquistare la vettura

 

REGOLA OBSOLETA – L’ultimo DL Semplificazione supera un inutile quanto ormai obsoleto vincolo che vietava a taxi noleggi con conducente di poter prendere a noleggio il proprio veicolo. Una novità destinata ad avere ripercussioni positive per tutti gli operatori di questo settore che d’ora in avanti potranno evitare di impegnare ingenti somme di denaro per la propria attività, accedendo a tutte le facilitazioni e i servizi inclusi nel noleggio a lungo termine. Potendo inoltre disporre di vetture più sicure, sempre tagliandate e con emissioni ridotte. Una vera svolta che sicuramente accelererà il processo di rinnovo del parco circolante di tassisti e NCC.

FA BENE AL PARCO CIRCOLANTE – Una norma accolta con favore anche da ANIASA (l’Associazione dei servizi di mobilità in Confindustria), come sottolinea il presidente Massimiliano Archiapatti Taglia, per la quale la sua associazione si è battuta per oltre un decennio. Finalmente ci sarà una significativa riduzione delle emissioni, considerando che quasi il 20% dei taxi ha oltre 10 anni di anzianità. Infine secondo le ultime stime nei più importanti comuni d’Italia sono circa 25.000 i veicoli utilizzati come taxi o noleggio con conducente, che ora potranno utilizzare queste nuove formule commerciali.

Edito da miamacchina ottobre 2020

Fonte: alvolante.it (settembre 2020)

Taxi e NCC: ora possono noleggiare l’auto

Viene meno una regola anacronistica che obbligava taxi e noleggi con conducente ad acquistare la vettura

 

REGOLA OBSOLETA – L’ultimo DL Semplificazione supera un inutile quanto ormai obsoleto vincolo che vietava a taxi noleggi con conducente di poter prendere a noleggio il proprio veicolo. Una novità destinata ad avere ripercussioni positive per tutti gli operatori di questo settore che d’ora in avanti potranno evitare di impegnare ingenti somme di denaro per la propria attività, accedendo a tutte le facilitazioni e i servizi inclusi nel noleggio a lungo termine. Potendo inoltre disporre di vetture più sicure, sempre tagliandate e con emissioni ridotte. Una vera svolta che sicuramente accelererà il processo di rinnovo del parco circolante di tassisti e NCC.

FA BENE AL PARCO CIRCOLANTE – Una norma accolta con favore anche da ANIASA (l’Associazione dei servizi di mobilità in Confindustria), come sottolinea il presidente Massimiliano Archiapatti Taglia, per la quale la sua associazione si è battuta per oltre un decennio. Finalmente ci sarà una significativa riduzione delle emissioni, considerando che quasi il 20% dei taxi ha oltre 10 anni di anzianità. Infine secondo le ultime stime nei più importanti comuni d’Italia sono circa 25.000 i veicoli utilizzati come taxi o noleggio con conducente, che ora potranno utilizzare queste nuove formule commerciali.

Edito da miamacchina ottobre 2020

Fonte: alvolante.it (settembre 2020)

RISPARMIO E CAR SHARING

   

Car Sharing: Risparmio e gestione

 

 

Il ricorso al car sharing può comportare notevoli risparmi per l’azienda, a seconda della soluzione scelta. Si tratta della formula più indicata per sostituire un’auto di proprietà utilizzata poco (meno di 10.000 km anno), prevalentemente in ambito urbano. Offre i maggiori benefici per impieghi cittadini di breve durata (da alcuni minuti a un paio di ore), in particolare per spostamenti a corto raggio. ReFeel, operatore energetico che ha recentemente avviato a Milano un servizio “corporate” con vetture elettriche, sostiene che la sua proposta (che prevede il pagamento dell’elettricità utilizzata) in un anno permette di risparmiare circa 3.200 euro rispetto all’acquisto della macchina e poco più di 2.500 euro sul noleggio a lungo termine (calcolo sulla base di 10.000 km, comprendente 182 ingressi in area C e 220 ore di posteggio in zone a pagamento). Cifre a parte, condividere l’auto (sia fra colleghi, sia fra diverse realtà lavorative) è in ogni caso vantaggioso dal punto di vista ambientale. Certo, c’è il rischio di rimanere a piedi e il fastidio di dover armonizzare la disponibilità dell’auto con spostamenti o appuntamenti fuori sede. Poca cosa a fronte dei vantaggi economici che si hanno eliminando i fattori di costo alla radice: nessun bisogno di un fleet manager perché ogni dipendente fa da sé per la prenotazione dei veicoli; e si riduce il carico sull’amministrazione grazie a fatturazioni chiare e dettagliate. Infine, da non trascurare, si cancella la questione delle carte carburanti, elemento critico in alcune realtà. 

 

IN SINTESI

  • Sostituisce auto fino a 10000 km/anno
  • Conviene per spostamenti urbani brevi
  • Soluzione sempre ecologica
  • Eliminati fattori di costo alla radice
  • Niente carte carburante

Ottobre 2020 – Fonte alvolante.it

Car Sharing: Risparmio e gestione

Il ricorso al car sharing può comportare notevoli risparmi per l’azienda, a seconda della soluzione scelta. Si tratta della formula più indicata per sostituire un’auto di proprietà utilizzata poco (meno di 10.000 km anno), prevalentemente in ambito urbano. Offre i maggiori benefici per impieghi cittadini di breve durata (da alcuni minuti a un paio di ore), in particolare per spostamenti a corto raggio. ReFeel, operatore energetico che ha recentemente avviato a Milano un servizio “corporate” con vetture elettriche, sostiene che la sua proposta (che prevede il pagamento dell’elettricità utilizzata) in un anno permette di risparmiare circa 3.200 euro rispetto all’acquisto della macchina e poco più di 2.500 euro sul noleggio a lungo termine (calcolo sulla base di 10.000 km, comprendente 182 ingressi in area C e 220 ore di posteggio in zone a pagamento). Cifre a parte, condividere l’auto (sia fra colleghi, sia fra diverse realtà lavorative) è in ogni caso vantaggioso dal punto di vista ambientale. Certo, c’è il rischio di rimanere a piedi e il fastidio di dover armonizzare la disponibilità dell’auto con spostamenti o appuntamenti fuori sede. Poca cosa a fronte dei vantaggi economici che si hanno eliminando i fattori di costo alla radice: nessun bisogno di un fleet manager perché ogni dipendente fa da sé per la prenotazione dei veicoli; e si riduce il carico sull’amministrazione grazie a fatturazioni chiare e dettagliate. Infine, da non trascurare, si cancella la questione delle carte carburanti, elemento critico in alcune realtà. 

 

IN SINTESI

  • Sostituisce auto fino a 10000 km/anno
  • Conviene per spostamenti urbani brevi
  • Soluzione sempre ecologica
  • Eliminati fattori di costo alla radice
  • Niente carte carburante

Ottobre 2020 – Fonte alvolante.it

 

SANIFICAZIONE CON OZONO

                                        Coronavirus, la sanificazione dell’auto con l’ozono

 

 

L’epidemia di Coronavirus che sta colpendo il nostro Paese ormai da settimane ha portato molti cambiamenti alla nostra vita, sono tante le abitudini che sono mutate e ancora ne vedremo, anche per quanto riguarda i nostri spostamenti e le nostre vetture.

Una delle novità che potrebbe diventare fondamentale, visto che l’auto privata sarà sicuramente il mezzo preferito dai cittadini dopo questa emergenza, è la sanificazione con l’ozono. I mezzi pubblici saranno molto meno utilizzati, sarà difficile infatti mantenere la distanza di sicurezza imposta dalle autorità e sicuramente sarà ritenuto meno sicuro, per questo motivo si cercano le alternative per sanificare al meglio la macchina.

Non solo quella personale, ma anche quelle utilizzate come taxi, car sharing e noleggio. Pare che il settore della sanificazione a ozono stia crescendo in maniera esponenziale proprio per questo motivo, tutti vogliono essere pronti per il momento della ripartenza e offrire ai propri clienti le soluzioni adatte ad aumentare la loro sicurezza.

Quello che sappiamo oggi in questo ambito è che esistono dei dispositivi sul mercato oggi che generano ozono partendo da aria ambientale senza procedere con condizionamento o trattamenti, assicurando grandi capacità, ma in realtà spesso generano poco ozono e molti ossidi di azoto (NOx) che, come sappiamo, sono dannosi per l’uomo e l’ambiente. È necessario quindi scegliere i giusti impianti professionali, in grado di evitare la dispersione di NOx e che abbiano dei sensori appositi in grado di rilevare il gas erogato.

L’abitacolo dell’auto, coi giusti macchinari, si sanifica in circa 15 minuti, il macchinario portatile viene portato vicino alla vettura e dal tubo si eroga la miscela gassosa vicino alle bocchette di areazione. L’erogazione si ferma nel momento in cui raggiunge la concentrazione prefissata. Dopo questa prima operazione, è necessario mantenere il ricircolo attivo per 10 minuti circa, in modo che l’abitacolo e tutte le condotte dell’impianto di climatizzazione vengano sanificati. Infine è importante aprire le portiere e arieggiare. La sanificazione a ozono effettuata in questo modo inattiva batteri, germi e virus al 99,98% e neutralizza gli odori.

Ci sono differenti concessionarie e officine in cui è possibile portare la propria auto per questo intervento, importante soprattutto ora che siamo in piena epidemia Coronavirus. La sanificazione è attiva su qualsiasi superficie, non serve spostare nulla dall’auto e alla fine non sono necessari un risciacquo o una pulizia specifica.

(Articolo del 30 Maggio 2020 – Fonte Virgilio Motori )

MENO TRAFFICO

                                                Meno traffico e meno sinistri: le assicurazioni salvano 1,5 miliardi

 

 

Ben 25 milioni di euro al giorno. Che moltiplicati per circa 60 di lockdown determinato dall’emergenza Corona Virus, fanno un tesoro di 1,5 miliardi (solo per le Rc auto) di euro per le assicurazioni. È quanto hanno risparmiato infatti le compagnie, secondo i dati forniti dallo SNA (Sindacato nazionale agenti di assicurazione) e ripresi in un approfondimento del Sole24Ore.
Dati alla mano si è registrato un calo dell’80% della mobilità stradale (dati UnipolSai su un campione di 4 milioni di veicoli), del -76,1% del traffico autostradale e del -85,3% dei sinistri nella rete urbana. Il tutto per un risparmio stimato di 25,2 milioni di euro al giorno di sola Rc Auto. In questo quadro l’Ivass ha sensibilizzato le compagnie per attuare delle politiche di aiuto ai clienti: “dilazioni di pagamento nei rinnovi di polizza – si legge sul Sole – flessibilità sulla possibilità di sospendere le polizze in caso di mancata circolazione, sconti sul prossimo rinnovo considerati equivalenti al periodo di lockdown”. Iniziative queste che possono essere prese però in totale autonomia da ciascuna compagnia.

Se certamente il “tesoretto” messo da parte dalle compagnie assicurative è decisamente cospicuo, quello che preoccupa è che dopo la ripresa della circolazione potrebbero verificarsi molti più sinistri, determinati dal maggiore utilizzo dei veicoli privati a fronte di mezzi pubblici utilizzabili a capienze ridotte.

Claudio Demozzi, predidente SNA, ha sottolineato come “le compagnie hanno il dovere (e l’interesse) di impegnare una minima parte del risparmio da lockdown per mantenere in vita il sistema delle agenzie, rimaste aperte durante l’emergenza perché riconosciute essenziali dal Governo”.

Relativamente alla sospensione del proprio premio, è importante precisare che laddove previsto dal proprio contratto, l’opzione è usufruibile solo per chi ha il veicolo custodito in garage o nel proprio cortile (anche se una sentenza della Corte europea ha stabilito che dovrebbe esserlo anche in aree private, anche se in Italia la sentenza non finora stata applicata). In strada, infatti, il veicolo anche se fermo va sempre tenuto sotto copertura.

(Articolo del 30 Aprile 2020 – Fonte Doctor Glass )

SCADENZE COVID-19

Emergenza Corona Virus: stop a revisione auto, rinnovo patente e RCA

Dallo slittamento delle revisioni auto al rinnovo patente, fino alle sospensioni delle RCA, il Corona Virus ha portato a uno stravolgimento anche in tutto il mondo dell’automotive e a questo connesso direttamente e indirettamente.
Con il decreto Cura Italia il Governo ha stabilito varie proroghe: in particolare la validità delle patenti di guida scadute a partire dal 1° febbraio 2020 è stata prorogata fino al 31 agosto (lo stesso vale per i documenti di identità). I fogli rosa e il termine dei 6 mesi per effettuare l’esame in scadenza, sono prorogati al 30 giugno. Per la carta di circolazione, invece, lo slittamento arriva al 31 ottobre 2020, così come ad esempio la sostituzione dei serbatoi di GPL a partire dal 31 gennaio.

ALTRE PROROGHE
Più nel particolare il ministero competente ha sottolineato con una circolare che la proroga di validità al 15 giugno riguarda tutti questi casi specifici:
– autorizzazione alla circolazione di veicoli dotati di alimentazione a metano (Cng);
– estratti della carta di circolazione rilasciati ai sensi dell’art. 92, comma 1 del Codice della strada in deroga al termine di validità di 60 giorni;
– ricevuta rilasciata dalle agenzie di pratiche auto (ai sensi dell’articolo 7, comma 1, della legge 8 agosto 1991, n. 264, come previsto dall’art 92, comma 2 del Codice della strada) in deroga al termine di validità di 30 giorni.
– fogli di via, rilasciati ai sensi dell’articolo 99 del Codice della strada (attenzione, trattandosi di autorizzazioni provvisorie a condurre i veicoli ai transiti di confine, la proroga non consente in nessun caso la circolazione “ordinaria”).
– carte di circolazione e relative targhe EE rilasciate ai sensi dell’articolo 134, comma 1 del Codice della strada;
– autorizzazioni alla circolazione di prova (Dpr 24 novembre 2001, n. 474) per le quali non sia già pendente il procedimento di rinnovo.

NESSUNA PROROGA
Al momento, invece, non vengono prorogati i seguenti casi:
– visita e prova e immatricolazione di veicoli da destinare ad attività connesse alla gestione dell’emergenza sanitaria e dei servizi pubblici di trasporto (autobus, mezzi di soccorso, ecc…);
– visita e prova e immatricolazione di veicoli “con titolo” adibiti al trasporto di merci e di persone;
– visita e prova e immatricolazione di veicoli adattati per la guida o per il trasporto di persone disabili;
– visite periodiche Atp limitatamente per i veicoli che effettuano trasporti in ambito internazionale;
– autorizzazione all’esercizio della professione di autotrasporto (iscrizione alRen – Registro Elettronico Nazionale delle imprese che esercitano la professione di trasportatore su strada);
– trasporto di merci nell’ambito dell’UE/SEE/Svizzera: rilascio delle copie conformi delle licenze comunitarie per il trasporto di merci;
– trasporto di merci in ambito extra – UE: compilazione dei certificati che dichiarano l’avvenuta revisione periodica del veicolo pesante (veicolo a motore/veicolo rimorchiato) – Modello Cemt, Annex 6 ove si annota la proroga della scadenza della revisione in Italia;
– rilascio delle copie conformi delle licenze comunitarie per trasporto di passeggeri;
– autorizzazioni per i servizi di linea – rilascio della documentazione da tenere a bordo.

FRONTE ASSICURATIVO
Sul fronte assicurativo, in caso di scadenza della polizza in questo periodo, il tempo di tolleranza di 15giorni viene allungato a 30 giorni (non è necessario fare alcune comunicazione, la proroga sarà automatica). Passati i quali si deve rinnovare la propria RCA che, anche per i casi in cui non sia in scadenza o scaduta, può essere sospesa in base al contratto sottoscritto con la propria Assicurazione.

(articolo del 26 Marzo 2020 – Fonte Doctor Glass )