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COSTI CAR SHARING

 

Car Sharing:  Costi fissi e tariffe

La presa e il rilascio del veicolo vengono registrati con sistema satellitare, che non lascia spazio a contestazioni sul suo utilizzo. Oltre la giornata, il car sharing può diventare antieconomico rispetto a un noleggio di tipo tradizionale, anche molti operatori propongono offerte speciali per utilizzi continuativi di 24 o più ore che si adattano a soddisfare le esigenze di mobilità legate a trasferte brevi, di uno o due giorni. Non mancano, infine, pacchetti weekend solitamente molto vantaggiosi. I costi fissi e le tariffe sono estremamente differenti e variano a seconda dell’operatore. Per fissare le idee consideriamo i cinque grandi operatori “open” su Milano. Car2Go: 19 euro come quota unica di iscrizione, 0,29 euro/minuto (anche in caso di sosta) e 0,29 euro/km oltre i primi 50 km, con un massimo di 59 euro per il noleggio di 24 ore. Twistcar: 15 euro come quota unica di iscrizione, 0,27 euro/ minuto per la guida, 0,17 euro/minuto per la sosta, 0,27 euro/km oltre i primi 50 km e un massimo di 59 euro per il noleggio di 24 ore. Enijoy: iscrizione gratuita, 0,25 euro/minuto per la guida, 0,17 euro/minuto per la sosta, 0,25 euro/km per percorrenze oltre 50 km, 60 euro per le 24 ore di utilizzo. Per Evai (l’unico a permettere il rilascio dell’auto in città diverse, con 5 euro di penale, ma che a differenza dei rivali prevede la consegna e il rilascio solo nei propri posteggi) il discorso è più complesso, sia perché offre più livelli associativi (ma sempre gratuiti), sia perché le tariffe cambiano se si usa un’auto elettrica o con motore endotermico. Le tariffe più agevolate, legate all’acquisto di un credito a scalare di 50 euro, prevedono 5 euro/ora per le elettriche (km illimitati) e 2,4 euro/ora per le altre, che in più hanno un costo al chilometro di 0,48 euro. Per le 24 ore, con le elettriche si pagano 60 euro; con le endotermiche 28,80 euro più il chilometraggio percorso. GuidaMi, gestito dall’azienda dei trasporti milanese, ha la più vasta scelta di modelli e tipologie di mezzi, ma è anche quello con le regole più restrittive: il veicolo va preso e restituito nello stesso posteggio e c’è un tempo minimo di utilizzo di un’ora. Per l’iscrizione “business” è richiesta una quota annuale di 60 euro. La tariffa varia in base alla classe del mezzo (Economy, City, Premium e Cargo), ed è compresa fra un minimo di 2,20 euro e un massimo di 3 euro/ora, cui vanno aggiunti da 0,45 a 0,80 euro/km. Oltre al canone per le 24 ore (da 45 a 90 euro) sono previsti forfait sino a 72 ore e una cifra fissa ogni ulteriore giornata. 

 

IN SINTESI

  • Tempo uso veicolo monitorato
  • Può non convenire oltre le 24 ore
  • Disponibili pacchetti week-end
  • Confronto tariffe car sharing “open” Milanoù

 

Ottobre 2020 – Fonte: alvolante.it

 

TAXI E NOLEGGI 2020

Taxi e NCC: ora possono noleggiare l’auto

Viene meno una regola anacronistica che obbligava taxi e noleggi con conducente ad acquistare la vettura

REGOLA OBSOLETA – L’ultimo DL Semplificazione supera un inutile quanto ormai obsoleto vincolo che vietava a taxi noleggi con conducente di poter prendere a noleggio il proprio veicolo. Una novità destinata ad avere ripercussioni positive per tutti gli operatori di questo settore che d’ora in avanti potranno evitare di impegnare ingenti somme di denaro per la propria attività, accedendo a tutte le facilitazioni e i servizi inclusi nel noleggio a lungo termine. Potendo inoltre disporre di vetture più sicure, sempre tagliandate e con emissioni ridotte. Una vera svolta che sicuramente accelererà il processo di rinnovo del parco circolante di tassisti e NCC.

FA BENE AL PARCO CIRCOLANTE – Una norma accolta con favore anche da ANIASA (l’Associazione dei servizi di mobilità in Confindustria), come sottolinea il presidente Massimiliano Archiapatti Taglia, per la quale la sua associazione si è battuta per oltre un decennio. Finalmente ci sarà una significativa riduzione delle emissioni, considerando che quasi il 20% dei taxi ha oltre 10 anni di anzianità. Infine secondo le ultime stime nei più importanti comuni d’Italia sono circa 25.000 i veicoli utilizzati come taxi o noleggio con conducente, che ora potranno utilizzare queste nuove formule commerciali.

Edito da miamacchina ottobre 2020

Fonte: alvolante.it (settembre 2020)

Taxi e NCC: ora possono noleggiare l’auto

Viene meno una regola anacronistica che obbligava taxi e noleggi con conducente ad acquistare la vettura

 

REGOLA OBSOLETA – L’ultimo DL Semplificazione supera un inutile quanto ormai obsoleto vincolo che vietava a taxi noleggi con conducente di poter prendere a noleggio il proprio veicolo. Una novità destinata ad avere ripercussioni positive per tutti gli operatori di questo settore che d’ora in avanti potranno evitare di impegnare ingenti somme di denaro per la propria attività, accedendo a tutte le facilitazioni e i servizi inclusi nel noleggio a lungo termine. Potendo inoltre disporre di vetture più sicure, sempre tagliandate e con emissioni ridotte. Una vera svolta che sicuramente accelererà il processo di rinnovo del parco circolante di tassisti e NCC.

FA BENE AL PARCO CIRCOLANTE – Una norma accolta con favore anche da ANIASA (l’Associazione dei servizi di mobilità in Confindustria), come sottolinea il presidente Massimiliano Archiapatti Taglia, per la quale la sua associazione si è battuta per oltre un decennio. Finalmente ci sarà una significativa riduzione delle emissioni, considerando che quasi il 20% dei taxi ha oltre 10 anni di anzianità. Infine secondo le ultime stime nei più importanti comuni d’Italia sono circa 25.000 i veicoli utilizzati come taxi o noleggio con conducente, che ora potranno utilizzare queste nuove formule commerciali.

Edito da miamacchina ottobre 2020

Fonte: alvolante.it (settembre 2020)

Taxi e NCC: ora possono noleggiare l’auto

Viene meno una regola anacronistica che obbligava taxi e noleggi con conducente ad acquistare la vettura

 

REGOLA OBSOLETA – L’ultimo DL Semplificazione supera un inutile quanto ormai obsoleto vincolo che vietava a taxi noleggi con conducente di poter prendere a noleggio il proprio veicolo. Una novità destinata ad avere ripercussioni positive per tutti gli operatori di questo settore che d’ora in avanti potranno evitare di impegnare ingenti somme di denaro per la propria attività, accedendo a tutte le facilitazioni e i servizi inclusi nel noleggio a lungo termine. Potendo inoltre disporre di vetture più sicure, sempre tagliandate e con emissioni ridotte. Una vera svolta che sicuramente accelererà il processo di rinnovo del parco circolante di tassisti e NCC.

FA BENE AL PARCO CIRCOLANTE – Una norma accolta con favore anche da ANIASA (l’Associazione dei servizi di mobilità in Confindustria), come sottolinea il presidente Massimiliano Archiapatti Taglia, per la quale la sua associazione si è battuta per oltre un decennio. Finalmente ci sarà una significativa riduzione delle emissioni, considerando che quasi il 20% dei taxi ha oltre 10 anni di anzianità. Infine secondo le ultime stime nei più importanti comuni d’Italia sono circa 25.000 i veicoli utilizzati come taxi o noleggio con conducente, che ora potranno utilizzare queste nuove formule commerciali.

Edito da miamacchina ottobre 2020

Fonte: alvolante.it (settembre 2020)

Taxi e NCC: ora possono noleggiare l’auto

Viene meno una regola anacronistica che obbligava taxi e noleggi con conducente ad acquistare la vettura

 

REGOLA OBSOLETA – L’ultimo DL Semplificazione supera un inutile quanto ormai obsoleto vincolo che vietava a taxi noleggi con conducente di poter prendere a noleggio il proprio veicolo. Una novità destinata ad avere ripercussioni positive per tutti gli operatori di questo settore che d’ora in avanti potranno evitare di impegnare ingenti somme di denaro per la propria attività, accedendo a tutte le facilitazioni e i servizi inclusi nel noleggio a lungo termine. Potendo inoltre disporre di vetture più sicure, sempre tagliandate e con emissioni ridotte. Una vera svolta che sicuramente accelererà il processo di rinnovo del parco circolante di tassisti e NCC.

FA BENE AL PARCO CIRCOLANTE – Una norma accolta con favore anche da ANIASA (l’Associazione dei servizi di mobilità in Confindustria), come sottolinea il presidente Massimiliano Archiapatti Taglia, per la quale la sua associazione si è battuta per oltre un decennio. Finalmente ci sarà una significativa riduzione delle emissioni, considerando che quasi il 20% dei taxi ha oltre 10 anni di anzianità. Infine secondo le ultime stime nei più importanti comuni d’Italia sono circa 25.000 i veicoli utilizzati come taxi o noleggio con conducente, che ora potranno utilizzare queste nuove formule commerciali.

Edito da miamacchina ottobre 2020

Fonte: alvolante.it (settembre 2020)

RISPARMIO E CAR SHARING

   

Car Sharing: Risparmio e gestione

 

 

Il ricorso al car sharing può comportare notevoli risparmi per l’azienda, a seconda della soluzione scelta. Si tratta della formula più indicata per sostituire un’auto di proprietà utilizzata poco (meno di 10.000 km anno), prevalentemente in ambito urbano. Offre i maggiori benefici per impieghi cittadini di breve durata (da alcuni minuti a un paio di ore), in particolare per spostamenti a corto raggio. ReFeel, operatore energetico che ha recentemente avviato a Milano un servizio “corporate” con vetture elettriche, sostiene che la sua proposta (che prevede il pagamento dell’elettricità utilizzata) in un anno permette di risparmiare circa 3.200 euro rispetto all’acquisto della macchina e poco più di 2.500 euro sul noleggio a lungo termine (calcolo sulla base di 10.000 km, comprendente 182 ingressi in area C e 220 ore di posteggio in zone a pagamento). Cifre a parte, condividere l’auto (sia fra colleghi, sia fra diverse realtà lavorative) è in ogni caso vantaggioso dal punto di vista ambientale. Certo, c’è il rischio di rimanere a piedi e il fastidio di dover armonizzare la disponibilità dell’auto con spostamenti o appuntamenti fuori sede. Poca cosa a fronte dei vantaggi economici che si hanno eliminando i fattori di costo alla radice: nessun bisogno di un fleet manager perché ogni dipendente fa da sé per la prenotazione dei veicoli; e si riduce il carico sull’amministrazione grazie a fatturazioni chiare e dettagliate. Infine, da non trascurare, si cancella la questione delle carte carburanti, elemento critico in alcune realtà. 

 

IN SINTESI

  • Sostituisce auto fino a 10000 km/anno
  • Conviene per spostamenti urbani brevi
  • Soluzione sempre ecologica
  • Eliminati fattori di costo alla radice
  • Niente carte carburante

Ottobre 2020 – Fonte alvolante.it

Car Sharing: Risparmio e gestione

Il ricorso al car sharing può comportare notevoli risparmi per l’azienda, a seconda della soluzione scelta. Si tratta della formula più indicata per sostituire un’auto di proprietà utilizzata poco (meno di 10.000 km anno), prevalentemente in ambito urbano. Offre i maggiori benefici per impieghi cittadini di breve durata (da alcuni minuti a un paio di ore), in particolare per spostamenti a corto raggio. ReFeel, operatore energetico che ha recentemente avviato a Milano un servizio “corporate” con vetture elettriche, sostiene che la sua proposta (che prevede il pagamento dell’elettricità utilizzata) in un anno permette di risparmiare circa 3.200 euro rispetto all’acquisto della macchina e poco più di 2.500 euro sul noleggio a lungo termine (calcolo sulla base di 10.000 km, comprendente 182 ingressi in area C e 220 ore di posteggio in zone a pagamento). Cifre a parte, condividere l’auto (sia fra colleghi, sia fra diverse realtà lavorative) è in ogni caso vantaggioso dal punto di vista ambientale. Certo, c’è il rischio di rimanere a piedi e il fastidio di dover armonizzare la disponibilità dell’auto con spostamenti o appuntamenti fuori sede. Poca cosa a fronte dei vantaggi economici che si hanno eliminando i fattori di costo alla radice: nessun bisogno di un fleet manager perché ogni dipendente fa da sé per la prenotazione dei veicoli; e si riduce il carico sull’amministrazione grazie a fatturazioni chiare e dettagliate. Infine, da non trascurare, si cancella la questione delle carte carburanti, elemento critico in alcune realtà. 

 

IN SINTESI

  • Sostituisce auto fino a 10000 km/anno
  • Conviene per spostamenti urbani brevi
  • Soluzione sempre ecologica
  • Eliminati fattori di costo alla radice
  • Niente carte carburante

Ottobre 2020 – Fonte alvolante.it

 

SANIFICAZIONE CON OZONO

                                        Coronavirus, la sanificazione dell’auto con l’ozono

 

 

L’epidemia di Coronavirus che sta colpendo il nostro Paese ormai da settimane ha portato molti cambiamenti alla nostra vita, sono tante le abitudini che sono mutate e ancora ne vedremo, anche per quanto riguarda i nostri spostamenti e le nostre vetture.

Una delle novità che potrebbe diventare fondamentale, visto che l’auto privata sarà sicuramente il mezzo preferito dai cittadini dopo questa emergenza, è la sanificazione con l’ozono. I mezzi pubblici saranno molto meno utilizzati, sarà difficile infatti mantenere la distanza di sicurezza imposta dalle autorità e sicuramente sarà ritenuto meno sicuro, per questo motivo si cercano le alternative per sanificare al meglio la macchina.

Non solo quella personale, ma anche quelle utilizzate come taxi, car sharing e noleggio. Pare che il settore della sanificazione a ozono stia crescendo in maniera esponenziale proprio per questo motivo, tutti vogliono essere pronti per il momento della ripartenza e offrire ai propri clienti le soluzioni adatte ad aumentare la loro sicurezza.

Quello che sappiamo oggi in questo ambito è che esistono dei dispositivi sul mercato oggi che generano ozono partendo da aria ambientale senza procedere con condizionamento o trattamenti, assicurando grandi capacità, ma in realtà spesso generano poco ozono e molti ossidi di azoto (NOx) che, come sappiamo, sono dannosi per l’uomo e l’ambiente. È necessario quindi scegliere i giusti impianti professionali, in grado di evitare la dispersione di NOx e che abbiano dei sensori appositi in grado di rilevare il gas erogato.

L’abitacolo dell’auto, coi giusti macchinari, si sanifica in circa 15 minuti, il macchinario portatile viene portato vicino alla vettura e dal tubo si eroga la miscela gassosa vicino alle bocchette di areazione. L’erogazione si ferma nel momento in cui raggiunge la concentrazione prefissata. Dopo questa prima operazione, è necessario mantenere il ricircolo attivo per 10 minuti circa, in modo che l’abitacolo e tutte le condotte dell’impianto di climatizzazione vengano sanificati. Infine è importante aprire le portiere e arieggiare. La sanificazione a ozono effettuata in questo modo inattiva batteri, germi e virus al 99,98% e neutralizza gli odori.

Ci sono differenti concessionarie e officine in cui è possibile portare la propria auto per questo intervento, importante soprattutto ora che siamo in piena epidemia Coronavirus. La sanificazione è attiva su qualsiasi superficie, non serve spostare nulla dall’auto e alla fine non sono necessari un risciacquo o una pulizia specifica.

(Articolo del 30 Maggio 2020 – Fonte Virgilio Motori )

MENO TRAFFICO

                                                Meno traffico e meno sinistri: le assicurazioni salvano 1,5 miliardi

 

 

Ben 25 milioni di euro al giorno. Che moltiplicati per circa 60 di lockdown determinato dall’emergenza Corona Virus, fanno un tesoro di 1,5 miliardi (solo per le Rc auto) di euro per le assicurazioni. È quanto hanno risparmiato infatti le compagnie, secondo i dati forniti dallo SNA (Sindacato nazionale agenti di assicurazione) e ripresi in un approfondimento del Sole24Ore.
Dati alla mano si è registrato un calo dell’80% della mobilità stradale (dati UnipolSai su un campione di 4 milioni di veicoli), del -76,1% del traffico autostradale e del -85,3% dei sinistri nella rete urbana. Il tutto per un risparmio stimato di 25,2 milioni di euro al giorno di sola Rc Auto. In questo quadro l’Ivass ha sensibilizzato le compagnie per attuare delle politiche di aiuto ai clienti: “dilazioni di pagamento nei rinnovi di polizza – si legge sul Sole – flessibilità sulla possibilità di sospendere le polizze in caso di mancata circolazione, sconti sul prossimo rinnovo considerati equivalenti al periodo di lockdown”. Iniziative queste che possono essere prese però in totale autonomia da ciascuna compagnia.

Se certamente il “tesoretto” messo da parte dalle compagnie assicurative è decisamente cospicuo, quello che preoccupa è che dopo la ripresa della circolazione potrebbero verificarsi molti più sinistri, determinati dal maggiore utilizzo dei veicoli privati a fronte di mezzi pubblici utilizzabili a capienze ridotte.

Claudio Demozzi, predidente SNA, ha sottolineato come “le compagnie hanno il dovere (e l’interesse) di impegnare una minima parte del risparmio da lockdown per mantenere in vita il sistema delle agenzie, rimaste aperte durante l’emergenza perché riconosciute essenziali dal Governo”.

Relativamente alla sospensione del proprio premio, è importante precisare che laddove previsto dal proprio contratto, l’opzione è usufruibile solo per chi ha il veicolo custodito in garage o nel proprio cortile (anche se una sentenza della Corte europea ha stabilito che dovrebbe esserlo anche in aree private, anche se in Italia la sentenza non finora stata applicata). In strada, infatti, il veicolo anche se fermo va sempre tenuto sotto copertura.

(Articolo del 30 Aprile 2020 – Fonte Doctor Glass )

SCADENZE COVID-19

Emergenza Corona Virus: stop a revisione auto, rinnovo patente e RCA

Dallo slittamento delle revisioni auto al rinnovo patente, fino alle sospensioni delle RCA, il Corona Virus ha portato a uno stravolgimento anche in tutto il mondo dell’automotive e a questo connesso direttamente e indirettamente.
Con il decreto Cura Italia il Governo ha stabilito varie proroghe: in particolare la validità delle patenti di guida scadute a partire dal 1° febbraio 2020 è stata prorogata fino al 31 agosto (lo stesso vale per i documenti di identità). I fogli rosa e il termine dei 6 mesi per effettuare l’esame in scadenza, sono prorogati al 30 giugno. Per la carta di circolazione, invece, lo slittamento arriva al 31 ottobre 2020, così come ad esempio la sostituzione dei serbatoi di GPL a partire dal 31 gennaio.

ALTRE PROROGHE
Più nel particolare il ministero competente ha sottolineato con una circolare che la proroga di validità al 15 giugno riguarda tutti questi casi specifici:
– autorizzazione alla circolazione di veicoli dotati di alimentazione a metano (Cng);
– estratti della carta di circolazione rilasciati ai sensi dell’art. 92, comma 1 del Codice della strada in deroga al termine di validità di 60 giorni;
– ricevuta rilasciata dalle agenzie di pratiche auto (ai sensi dell’articolo 7, comma 1, della legge 8 agosto 1991, n. 264, come previsto dall’art 92, comma 2 del Codice della strada) in deroga al termine di validità di 30 giorni.
– fogli di via, rilasciati ai sensi dell’articolo 99 del Codice della strada (attenzione, trattandosi di autorizzazioni provvisorie a condurre i veicoli ai transiti di confine, la proroga non consente in nessun caso la circolazione “ordinaria”).
– carte di circolazione e relative targhe EE rilasciate ai sensi dell’articolo 134, comma 1 del Codice della strada;
– autorizzazioni alla circolazione di prova (Dpr 24 novembre 2001, n. 474) per le quali non sia già pendente il procedimento di rinnovo.

NESSUNA PROROGA
Al momento, invece, non vengono prorogati i seguenti casi:
– visita e prova e immatricolazione di veicoli da destinare ad attività connesse alla gestione dell’emergenza sanitaria e dei servizi pubblici di trasporto (autobus, mezzi di soccorso, ecc…);
– visita e prova e immatricolazione di veicoli “con titolo” adibiti al trasporto di merci e di persone;
– visita e prova e immatricolazione di veicoli adattati per la guida o per il trasporto di persone disabili;
– visite periodiche Atp limitatamente per i veicoli che effettuano trasporti in ambito internazionale;
– autorizzazione all’esercizio della professione di autotrasporto (iscrizione alRen – Registro Elettronico Nazionale delle imprese che esercitano la professione di trasportatore su strada);
– trasporto di merci nell’ambito dell’UE/SEE/Svizzera: rilascio delle copie conformi delle licenze comunitarie per il trasporto di merci;
– trasporto di merci in ambito extra – UE: compilazione dei certificati che dichiarano l’avvenuta revisione periodica del veicolo pesante (veicolo a motore/veicolo rimorchiato) – Modello Cemt, Annex 6 ove si annota la proroga della scadenza della revisione in Italia;
– rilascio delle copie conformi delle licenze comunitarie per trasporto di passeggeri;
– autorizzazioni per i servizi di linea – rilascio della documentazione da tenere a bordo.

FRONTE ASSICURATIVO
Sul fronte assicurativo, in caso di scadenza della polizza in questo periodo, il tempo di tolleranza di 15giorni viene allungato a 30 giorni (non è necessario fare alcune comunicazione, la proroga sarà automatica). Passati i quali si deve rinnovare la propria RCA che, anche per i casi in cui non sia in scadenza o scaduta, può essere sospesa in base al contratto sottoscritto con la propria Assicurazione.

(articolo del 26 Marzo 2020 – Fonte Doctor Glass )

AVVISO COVID-19

 Apertura durante il periodo di emergenza Covid19 


APERTI ed OPERATIVI nel rispetto del Dpcm del 22 Marzo 2020.
I nostri orari di apertura possono subire variazioni.
Contattaci pure In caso di necessità di riparare o sostituire il vetro della tua auto o per usufruire degli altri nostri servizi.
Contatto rapido: 0815621391
Whatsapp 3473812785

DISINFETTARE LA TUA AUTO

                                                             Come muoversi e disinfettare l’auto in sicurezza

 

 Strade e autostrade quasi deserte silenzi inimmaginabili laddove fino a un mese fa c’erano clacson e accelerate, animali che timidamente si affacciano in luoghi prima esclusiva pertinenza dell’uomo. In questo clima surreale c’è chi quotidianamente deve però mettersi al volante: per andare al lavoro, per trasportare merci di prima necessità, per improrogabili impegni medici, per andare a fare la spesa se non ha un negozio o supermercato raggiungibili a piedi, per effettuare varie operazioni di protezione civile e di informazione.
Oltre alle indicazioni generali sul Covid-19 quali sono le regole da seguire prima, durante e dopo essersi messi alla guida? Da come pulire e disinfettare l’auto all’uso di guanti e mascherine, fino alla distanza con altri mezzi?

PRIMA DI SALIRE A BORDO
Se il “restiamo a casa” è la premessa base, in caso di spostamenti la propria automobile resta comunque il mezzo più sicuro.

Vediamo alcuni accorgimenti prima di mettersi alla guida.
– Lavare e disinfettare (con prodotti specifici) le mani.
– Disinfettare accuratamente maniglie esterne ed interne, volante, leva del cambio, cruscotto.
– Arieggiare il veicolo.

AL VOLANTE
Una volta in viaggio, ecco alcune principali regole da seguire.
– Evitare di toccarsi mani, occhi, viso durante la guida.
– L’utilizzo di guanti e mascherine nella propria auto non è necessario.
– Se si viaggia in due (stesso nucleo familiare), il solo passeggero ammesso a bordo deve sedere dietro, sul lato destro per mantenere la distanza di almeno 1 metro. In questo caso è consigliato comunque di tenere aperti i finestrini.
– Se si è entrati in un supermercato, in un ospedale o in qualsiasi altro luogo, gettare i guanti prima di salire in auto e disinfettarsi le mani.

FINE DEL VIAGGIO
Parcheggiata la nostra automobile possiamo procedere a una seconda procedura di pulizia di cruscotto, volante, leva del cambio, maniglie delle portiere.

 

(articolo del 05 Aprile 2020 – Fonte Doctor Glass )

CORSA ALL’ELETTRICO

                                                      La corsa all’elettrificazione: dai motori mildhybrid ai full electric

 

Accanto alla corsa verso i sistemi di sicurezza e assistenza alla guida “ADAS” (Advanced Drive Assistance System) installati in linea di massima dietro il parabrezza, l’altra più importante innovazione che sta interessando sempre più veicoli è quella verso l’elettrico. Ormai, molte case automobilistiche hanno addirittura annunciato, a stretto giro, la cessazione di vendita di motori diesel e l’inserimento in listino di sole auto ibride o elettriche al 100%.

ELETTRICO VS ELETTRIFICATO
Le differenze sono molte, sia in termini di versatilità che di minor impatto ambientale, sia di costi di acquisto e gestione, sia infine tecnologici e di necessità di ricarica manuale o meno. Cerchiamo di capire le principali differenze che – al momento – esistono sul mercato. Tenendo bene in mente che non bisogna confondersi tra auto “elettriche” ed “elettrificate”.

FULL-ELECTRIC
Come dice la parola, è facile intuire che questo tipo di soluzione ha una sola anima. Il funzionamento dipende infatti al 100% dalle sole batterie, dalle quali si trasmette qualsiasi tipo di energia di funzionamento, dal motore al clacson. Parliamo quindi di BEV (BatteryElectricVehicle). In questo caso la ricarica si effettua tramite cavo connesso alla rete. Un po’ di energia viene recuperata anche durante le decelerazioni (solitamente l’intensità del freno motore può essere regolata per renderla più dolce o più forte) o le frenate, ma tale quantità non è assolutamente sufficiente a rendere indipendenti queste vetture, che hanno un’autonomia al momento relativamente limitata (mediamente circa 250-300 km).

IBRIDO
Attualmente si tratta della soluzione più efficiente, dove il funzionamento è affidato per lo più automaticamente a un mix tra propulsore (endotermico) benzina o diesel e motore elettrico: parliamo quindi di HEV (HybridElectricVehicle). Il massimo sforzo, come ad esempio la partenza da fermi, è delegato automaticamente al solo elettrico che dispone sempre di massima coppia, evitando così utilizzo di carburante. Lo stesso per la decelerazione e la frenata: qui vengono ricaricate le batterie mentre il motore termico è in pausa. Non esistono prese e cavi per la ricarica, ma bisogna sempre rifornirsi di carburante e non è possibile al conducente scegliere di andare solo in modalità elettrica.

IBRIDO PLUG-IN
Questa soluzione (PHEV o PHV, Plug-In HybridElectricVehicle) prevede la contemporanea presenza di: 1) motore endotermico (benzina e raramente diesel), 2) motore elettrico, 3) presa di corrente. Le batterie si ricaricano anche qui parzialmente in decelerazione-frenata, ma necessitano di ricarica esterna. Si può decidere in autonomia di viaggiare in sola modalità endotermica, elettrica (finché c’è carica) o appunto ibrida (con 4 ruote motrici).

MILD-HYBRID
Pur classificata come ibrida, questa variante denominata MHEV (MildHybridElectricVehicle) in realtà è molto poco elettrica e più tradizionale, rappresentando comunque un buon passo in avanti in termini di riduzione dei consumi e delle emissioni (10%). La MHEV diventerà forse la tipologia più venduta nel giro dei prossimi anni. In sintesi, a differenza dall’ibrido puro e ibrido plug-in, che vedono come detto due motori (a combustione interna ed elettrico) indipendenti tra loro, il Mild ha solo un’unità principale a benzina o diesel, a cui è direttamente collegato un piccolo motore elettrico alimentato a batterie, che si ricaricano solo durante il rilascio (decelerazione o frenata) o in parte con la cinghia connessa tra albero motore e alternatore. L’apporto è esclusivamente quello di supportare il propulsore principale in partenza e accelerazione, oppure di dare un po’ di spinta (“veleggiata”) quando la vettura viaggia già lanciata a velocità sostenute. I costi di acquisto sono equiparabili a un mezzo tradizionale e quindi assolutamente inferiori alle precedenti soluzioni.

ELETTRICHE A IDROGENO
Infine, per completezza d’informazione, anche le auto a idrogeno sono elettriche e vengono definite a celle di combustibile, col codice FCEV (Fuel Cell ElectricVehicle). Anche queste possono essere completamente elettriche o ibride. A differenza di quanto riportato sopra, la carica arriva dal processo elettrochimico in cui è utilizzato l’idrogeno, da cui si generano energia elettrica e acqua.

(articolo del 30 ottobre 2019 – Fonte Doctor Glass)

SEDIOLINI ANTIABBANDONO

                                                  Seggiolino anti abbandono e bonus di 30 euro: tempistiche e requisiti

6 marzo 2020 – I nostri consigli

Una notizia buona e una apparentemente meno, legate entrambe ai seggiolini anti abbandono. La prima è che dal 21 febbraio 2020 è attiva la procedura per accedere al voucher elettronico di 30 euro per acquistare il dispositivo di sicurezza per i nostri figli: nel caso si fosse già provveduto a comprare il seggiolino, si potrà ovviamente chiedere un rimborso (entro il 30 aprile 2020). L’altra notizia è che dal 6 marzo 2020 sono in vigore le sanzioni per chi non si mette a norma con l’installazione, poiché da questa data diventa obbligatoria se si trasportano bambini sotto i 4 anni, come previsto dall’articolo 172 del Nuovo codice della strada. Le sanzioni variano dagli 83 ai 333 euro (che si riducono a 58 e 100 euro se si paga entro cinque giorni) con sottrazione di 5 punti dalla patente. Se si commettono due infrazioni in 2 anni scatta la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi. Misure, entrambe, che vanno in totale favore della sicurezza dei nostri figli.

COME OTTENERE IL BONUS
Per ricevere il voucher elettronico o per ricevere il rimborso (è previsto 1 bonus per ogni bambino-dispositivo) ci si deve connettere alla piattaforma bonusseggiolino.it. Per accedere è necessario avere le credenziali SPID (cioè la procedura di autenticazione online verso la Pubblica Amministrazione, acronimo di “Sistema Pubblico di Identità Digitale): se ancora non si è in possesso del proprio codice SPID, all’interno del sito si trova un link per ottenerlo. Una volta aver inserito i vari campi si ottiene il “codice buono”, che andrà associato al “codice esercente”, ovvero il negozio (fisico oppure) online dove lo abbiamo acquistato. Attenzione, il negozio deve essere convenzionato e per accertarsene esiste un puntuale elenco di 4.642 esercenti sempre sulla piattaforma bonusseggiolino.it, che consente anche una ricerca rispetto al proprio luogo di residenza o di maggiore comodità.

LE NUOVE NORMATIVE
Dal 7 novembre 2019 è in vigore la norma che prevede l’obbligo di avere a bordo un seggiolino dotato di dispositivo anti abbandono per bambini con età inferiore ai 4 anni. Come anticipato, le sanzioni sono in vigore dal 6 marzo 2020 e prevedono sanzioni da 83 a 333 euro, con punti decurtati dalla patente (e

I NUOVI SEGGIOLINI
Oltre all’elenco di negozi fisici e online pubblicato sul sito ufficiale bonuseggiolino.it, anche Amazon ha aperto un’apposita sezione. Da una parte c’è l’area per chi deve ancora acquistare un seggiolino anti abbandono o relativo dispositivo da applicare a quelli che abbiamo, dall’altra quella dove inserire direttamente il codice e ottenere il rimborso.

Un altro passo importante per la sicurezza, dunque, che vede tra l’altro in prima linea anche i sistemi ADAS.

(aricolodel 07 marzo 2020 – Fonte Doctor Glass)